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Roma, 9 nov – «Occorreva rinforzare le rianimazioni perché i morti sono stati lì», ma non è stato fatto. «Occorreva istruire i medici di medicina generale con linee guida terapeutiche per la cura in casa della malattia» per evitare i sovraffollamento negli ospedali, ma nemmeno questo è stato fatto. «Quando è stata aperta la scuola a settembre sono stati messi in circolazione otto milioni di studenti nella stagione autunnale, periodo in cui non abbiamo più la protezione della natura». Ma l’Azzolina sosteneva che i suoi miracolosi banchi a rotelle e protocolli sanitari da Corea del Nord avrebbero reso a prova di Covid gli istituti scolastici. L’Oms? «formata da burocrati che rispondono ai propri Paesi e quindi ad istanze politiche più che scientifiche».

Mezzi pubblici presi d’assalto

E’ a 360° l’impietosa analisi fatta dal virologo Palù sulle pagine di InsideOver e va a toccare ogni singolo errore compiuto in questi ultimi mesi dal governo. «Occorreva evitare gli affollamenti nei mezzi pubblici. Fino alla scorsa settimana il Dpcm parlava di una capienza al 90% della capacità di trasporto dei mezzi pubblici che ora è stata portata al 50%». Un po’ difficile evitare assembramenti con la riapertura delle scuole e senza potenziamento delle linee. Anche perché, con la capienza al 90% «dove sono tutti ammassati, non serve la mascherina perché il virus si diffonde anche per aerosol se c’è un contatto ravvicinato».

Il virus è poco letale (e per questo non scomparirà a breve)

Ciononostante il virologo evidenzia come il virus sia meno pericoloso di quanto i media stiano descrivendo. «Mi baso su dati scientifici che dimostrano che la letalità di questo virus oscilla tra lo 0, 25% e lo 0,6%. Sicuramente il tasso di mortalità è superiore a quello dell’influenza stagionale ma non è la peste». Il virus, come precedentemente evidenziato non è destinato a scomparire nel breve periodo. «è un virus molto contagioso che ha trovato il suo ospite naturale nella specie umana e perché non è letale». In funzione della sua bassa letalità, «Il morbo non ha interesse a uccidere l’ospite, altrimenti farebbe estinguere sé stesso. Anzi, noi sappiamo che dal progenitore di Wuhan il virus si è evoluto in diverse mutazioni che lo hanno reso molto contagioso ma al tempo stesso meno letale».

Contrariamente alla Sars, che invece «aveva una letalità del 10%. Un virus con un’elevata letalità è destinato a estinguersi in primis perché si estingue l’ospite e in secondo luogo perché è facilmente riconoscibile ed isolabile. Tutto il contrario del virus di oggi, che è molto contagioso e che dà luogo a un 90- 95% di soggetti asintomatici ed è quindi molto più difficile da controllare».

L’Oms? Troppi burocrati

Palù non perde l’occasione nemmeno per contestare l’operato dell’Oms, che «è un’istituzione politica che raggruppa quasi tutti gli Stati tranne Taiwan per volontà cinese, oggi è a maggioranza cinese tanto che il suo direttore Adhanom è un biologo quasi sconosciuto alla scienza voluto dai cinesi e che ha sempre giustificato l’operato di Pechino». Inoltre, l’Oms è formata da «burocrati che rispondono ai propri Paesi e quindi ad istanze politiche più che scientifiche». E a proposito di Cina, il virologo si era già espresso duramente alcune settimane fa a Quarta Repubblica sull’operato di Pechino: «E’ inconfutabile: il coronavirus circola almeno da settembre 2019. E i cinesi sono stati zitti 4 mesi. Ed erano stati zitti, e lo sappiamo bene, perché oramai è storia, 6 mesi nel 2002 quando era scoppiata la SARS»

Cristina Gauri

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