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In queste ore tutti parlano a sproposito del (possibile e quasi sicuro) voto segreto in Senato sul ddl Zan. Il fatto che proprio il deputato dem che dà il nome alla legge-bavaglio che vorrebbe imporre l’ideologia gender e i “diritti” della lobby Lgbt punendo chi non la pensa “arcobaleno” sia contrario al voto segreto ovviamente non è una notizia. Né lo è che in tanti a sinistra, orfani degli antichi fasti contiani della maggioranza giallofucsia, sperino che alla fine Italia viva ci ripensi e voti alla luce del sole sì alla legge.



La mossa di Renzi

Matteo Renzi ha azzeccato la mossa (che piace al Vaticano) di chiedere modifiche ora che è palese, conclamato e finanche ratificato dalla nota della Santa Sede che la legge è divisiva per i partiti della maggioranza che sostiene il governo Draghi e soprattutto pericolosa per la libertà di espressione ed educazione dei cittadini. Mossa che fa stracciare le vesti alla sinistra, che grida al complotto dei due Mattei (come prova generale di un asse con la Lega per tagliare fuori il Pd dalla corsa al Quirinale).

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La domanda di Fedez: “Perché secretare il voto sul ddl Zan?”

Se oggi siamo qui a parlarvi del voto segreto sul ddl Zan è però per un’altra ben più importante ragione (si noti l’ironia): sulla questione infatti è intervenuto Fedez. In una storia su Instagram in cui annunciava per oggi alle 18.30 una diretta con l’immancabile Alessandro Zan e i prescindibili Giuseppe Civati e Marco Cappato, il rapper-influencer, noto soprattutto per essere il marito della Ferragni, si chiede: “Il voto segreto sul ddl Zan è davvero necessario?“. Il Ferragnez minus habens – la mente tra i due è indubbiamente la moglie – prosegue facendo della falsa autoironia: “Io, mente semplice, stupida, ignorante da cittadino, vorrei sapere che cosa votano i senatori che rappresentano i cittadini italiani per valutare il loro operato. Perché secretare il loro voto?“.

La risposta al marito della Ferragni: “Perché lo prevede il regolamento del Senato”

La risposta a Fedez è perché il voto segreto è possibile, è previsto dal regolamento del Senato. Secondo l’articolo 113 infatti l’Assemblea vota normalmente per alzata di mano, a meno che sia richiesta la votazione nominale e, per i casi consentiti dai commi 4 e 7, quella a scrutinio segreto. Ebbene, tra i casi consentiti ci sono le deliberazioni che incidono sui rapporti civili ed etico-sociali. Esattamente la materia del ddl Zan, tipico caso in cui si possa chiedere di non palesare il voto degli eletti. Il punto è: ci sarà il voto segreto?

Ecco chi può richiedere il voto segreto

A tal proposito dobbiamo chiarire un altro aspetto, ossia chi può richiederlo. “La votazione a scrutinio segreto – si legge nel regolamento – può essere richiesta da venti senatori o da uno o più presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica“. Per capirci, Italia viva non può richiedere il voto segreto, perché conta 17 senatori. Lo stesso vale per il Movimento per le autonomie (8 senatori). Tutti gli altri gruppi parlamentari possono richiederlo.

A chi converrebbe chiederlo?

Ma a chi converrebbe chiedere lo scrutinio segreto? A sentire il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, il suo partito non ne ha alcuna intenzione. Certo, la Lega è tutta contraria al ddl Zan. Discorso diverso per Forza Italia, che ha tra le file qualche sostenitore della legge contro l’omotransfobia. Stesso discorso vale a maggior ragione tra chi nel centrosinistra ha più di una perplessità sulla legge così com’è e come Letta vuole che sia votata. Una legge-bandiera, brandita per andare allo scontro in Aula. Scontro che difficilmente avverrebbe a voto palese. Chi, a sinistra (e tra i non pochi grillini contrari alla legge), si accollerebbe alla luce del sole la responsabilità di aver fatto bocciare il ddl Zan? Nessuno.

Tutta un’altra storia invece con il voto segreto (che tanto angustia Fedez e chi gli dà seguito e anzi lo vede come un salvatore della sinistra). Tradizionalmente occasione ghiotta per i franchi tiratori, che potrebbero impallinare Letta, responsabile del muro contro muro (che non giova neanche alla lobby Lgbt). Il segretario dem infatti non sta facendo altro che proseguire lo scontro con Renzi. E allo stato attuale di certo non può stare sereno.

Adolfo Spezzaferro

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