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Milano, 4 set – “Il ricovero di Silvio Berlusconi è stato necessario perché considerato paziente a rischio per età e per le patologie pregresse che sono a tutti noi note. Ma la situazione è tranquilla e confortante. Non è intubato e respira autonomamente“. Così il professor Alberto Zangrillo, primario del reparto di terapia intensiva del San Raffaele e medico curante dell’ex premier, fa il punto nel bollettino sulle condizioni del leader di Forza Italia, ricoverato per un principio di polmonite bilaterale da Covid-19. Zangrillo non smentisce quindi le anticipazioni stampa sul quadro clinico ma nega che Berlusconi sia in ossigenoterapia. L’ex Cavaliere non è in terapia intensiva e si trova al sesto piano del padiglione Diamante, in una minisuite, la stessa dove trascorse la convalescenza dopo l’operazione al cuore del giugno 2016.

“Prima era asintomatico, poi rilevato blando coinvolgimento polmonare”

Il tampone a cui è stato sottoposto Berlusconi il 2 settembre (e che ha confermato la positività al coronavirus) – spiega il medico – “era programmato. Abbiamo rilevato una positività in un soggetto che ho definito asintomatico. Nel volgere di qualche ora, nella giornata di ieri, in una situazione di assoluta tranquillità, ho ritenuto di fare una visita e nell’ambito di questa visita ho rilevato un blando coinvolgimento polmonare – ha spiegato Zangrillo – Il regime di ricovero è normale. Il paziente non è intubato, respira spontaneamente. I parametri sono rassicuranti e mi fanno essere ottimista per le prossime ore e i prossimi giorni. E’ previsto che ci sia qualche giorno di permanenza, anche perché ci sono dei protocolli da seguire”, conferma il primario di terapia intensiva.

“Ossigenoterapia? Narrazione della fantasia di qualcuno”

“Quando parlo di blando coinvolgimento polmonare” per Berlusconi “parlo di una forma di infezione polmonare in una fase iniziale“, che “è stata individuata nei tempi giusti, molto precocemente”, precisa Zangrillo. “Tutte le narrazioni relative ai supporti di ossigenoterapia sarebbero anche plausibili, ma oggi appartengono alla fantasia di qualcuno. Non ci sarebbe nulla di male a farlo. Gli ho prescritto riposo assoluto, questa è la terapia. Non è stato facile convincerlo. L’umore non è dei migliori. E non lo è neanche il mio”, conclude il primario del San Raffaele.

Adolfo Spezzaferro

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