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Roma, 11 mar – Un giudice ha assolto una coppia uscita durante il lockdown con un’autocertificazione falsa perché il Dpcm «è illegittimo». Con questa clamorosa sentenza il tribunale di Reggio Emilia ha prosciolto due cittadini che in pieno lockdown del marzo scorso erano usciti di casa presentando al controllo una dichiarazione poi risultata fasulla.



Autocertificazione falsa? Non è reato

Secondo quanto riportato dal sito La Legge per tutti la coppia era stata fermata dai militari dell’Arma e aveva esibito un’autocertificazione in cui la donna spiegava che doveva sottoporsi a degli esami urgenti. L’uomo, un amico, era con lei per accompagnarla. Da un successivo accertamento operato dai Carabinieri era invece risultato che la donna, in ospedale, non ci era mai arrivata. Tantomeno si era sottoposta agli esami da lei indicati. Per entrambi sono scattati la denuncia e il processo per il reato di falso ideologico in atto pubblico, che prevede una pena fino a due anni di reclusione. Ma inaspettatamente è arrivata l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato».

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Il Dpcm è illegittimo

Nelle motivazioni, il giudice sostiene che la falsa autocertificazione innanzitutto perché è un «falso inutile». Inoltre, il divieto di spostamento imposto ai cittadini non è valido perché il Dpcm (si trattava del primo in assoluto firmato da Conte, quello dell’8 marzo 2020) è illegittimo. Secondo la Costituzione, infatti, le restrizioni della libertà individuale possono «avvenire solo in base ad un atto dell’autorità giudiziaria e non possono essere disposte da un atto amministrativo», come il Dpcm, per esempio. Inoltre, le limitazioni vanno disposte «nei casi e modi previsti dalla legge». Non rientrano in questa categoria, spiega il giudice, le restrizioni «generalizzate e assolute» della libertà personale come «l’obbligo della permanenza domiciliare disposto nei confronti di una pluralità indeterminata di cittadini».

Per il giudice non esiste obbligo di compilare l’autocertificazione

Per il giudice, quindi, i Dpcm sarebbero incostituzionali. Sia in merito all’articolo 13 della Costituzione, che proibisce le limitazioni alla libertà personale, sia all’articolo 16, che sancisce la «libertà di circolazione che l’autorità amministrativa non può conculcare neanche quando si esprime al suo livello massimo di governo, cioè attraverso il presidente del Consiglio dei ministri». Nessuno può essere «costretto a sottoscrivere un’autocertificazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese».

Per concludere, secondo il giudice non esiste alcun obbligo di compilare l’autocertificazione. Il Dpcm che lo prevede, infatti, «è un atto regolamentare che non può contrastare con la norma primaria della Costituzione». Pertanto chi ha dichiarato il falso non commette alcun reato.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Era ora.
    Sta per crollare tutta l’impalcatura.
    Se il DPCM è illegittimo qualcuno ha abusato ed ha abusato di grosso.

  2. Infatti sono corsi ai ripari facendo una vera è propria legge… quindi…. niente + dpcm… chiusi in casa per legge.

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