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Roma, 11 mar – Domani cambieranno ancora i colori delle regioni in base a Rt, contagi e ricoveri: il Piemonte rischia la zona rossa, come anche la Lombardia, il Lazio dopo settimane di zona gialla rischia l’arancione, Veneto “sul filo del rasoio”. Mentre gli italiani sono in attesa delle modifiche al Dpcm e di nuovi divieti e restrizioni (in vigore da lunedì 15), domani sera arriverà la consueta ordinanza del ministro della Salute Speranza sulla base del monitoraggio settimanale. Così sapremo quali regioni finiranno in lockdown.



Piemonte e Lombardia verso la zona rossa, Veneto in bilico

L’Istituto superiore di sanità, in attesa del pre report che non è ancora arrivato, intanto ha comunicato alla Regione Piemonte il dato dell’Rt, che è salito all′1,41. Lo ha reso noto il governatore Alberto Cirio. In base alle ultime disposizioni, una regione passa in zona rossa quando l’indice del contagio, appunto l’Rt, supera l′1,25. Rischia di tornare ancora una volta in zona rossa anche la Lombardia, dove i contagi salgono soprattutto in provincia di Brescia. Il Veneto è in bilico: “Per quanto riguarda la classificazione siamo sul filo del rasoio tra arancione e rosso, come molte altre regioni, rispetto ai numeri”, ha detto il governatore Luca Zaia.

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Lazio verso la zona arancione, in tre settimane contagi raddoppiati

Con i nuovi dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità in arrivo domani, il Lazio molto probabilmente diventerà zona arancione. Oltre all’indice Rt, che sette giorni fa segnava 0,98, a un soffio da quell′1 che fa scattare il cambio di fascia, è il dato dei ricoveri a preoccupare. Il 9 marzo il Lazio ha superato la soglia del 30% imposta dal ministero della Salute per le terapie intensive: è al 31%. Tuttavia per i pazienti non critici siamo intorno al 35%, in linea con la soglia del 40%, ma il dato è in costante aumento. Dati alla mano, in tre settimane i contagi si sono raddoppiati.

Campania, De Luca chiude parchi, lungomari e piazze

Il governatore campano Vincenzo De Luca fa (ancora una volta) da sé con un’ordinanza che impone restrizioni ulteriori a una regione che è già in zona rossa. Lo “sceriffo” infatti ha deciso di chiudere gran parte degli spazi pubblici – parchi, lungomari, piazze – per impedire a monte la possibilità di assembramenti. Il lungomare di Napoli infatti è completamente deserto. Nuove restrizioni anche in Sicilia. Cinque nuove zone rosse scatteranno da domani per 15 giorni. Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

Basilicata resta in zona rossa, Tar respinge ricorso

In attesa del cambio di colore per le regioni che rischiano di più, arriva la conferma della Basilicata in zona rossa. Il Tar della regione ha infatti respinto il ricorso presentato da dieci avvocati lucani contro l’ordinanza del ministero della Salute che sulla base dei dati epidemiologici ha stabilito la classificazione dell’intera regione in zona rossa dall’1 al 15 marzo. Gli avvocati hanno impugnato il provvedimento ritenendo che la zona rossa avrebbe dovuto escludere i comuni dove la curva dei contagi non richiede maggiori restrizioni. Ma per il Tar l’impugnazione è “infondata” perché è da escludere che il ministero della Salute nelle sue ordinanze “abbia la possibilità di differenziare al suo interno il territorio regionale”.

Adolfo Spezzaferro

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