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Roma, 9 mag — E se Trump ci avesse fatto più danni della guerra fredda? Certo, è una provocazione, ma fino a un certo punto. Perché durante la guerra fredda, soprattutto dopo la fine degli anni di piombo, la posizione anticomunista della cosiddetta “Area” ha effettivamente spostato l’asse culturale verso una americanizzazione non certo virtuosa. Ma per lo meno il reaganismo aveva qualcosa di “integrabile” con visioni del mondo molto più solide e antiche, se non altro per via delle produzioni cinematografiche dell’epoca, da Top Gun ai kolossal di Milius fino ad arrivare agli action movies, che nella loro grossolanità e semplicioneria tutta statunitense trasudavano comunque una volontà di potenza e una certa fascinazione estetica a noi affini e che oggi sarebbero praticamente fuori legge.

Sangue di Enea Ritter

Nell’ultimo quadriennio non solo tutto questo è mancato, ma si è totalmente rovesciata la dinamica per cui invece di subire influenze americane su argomenti e temi che comunque ci appartengono, si ha iniziato a sposare totalmente delle visioni che dovrebbero essere assolutamente estranee alle nostre.

Black Brain

Trump: da simpatia per l'”istrione” a ingiustificata idolatria

Lo scontro che Trump ha avuto con tutto l’apparato del cosiddetto “deep state” americano, la chiamata alle armi da parte di tutta l’internazionale dem, l’arrogante censura dei social e anche le pericolosissime derive ai limiti del terrorismo legalizzato che hanno sconvolto gli Usa fino ad arrivare, seppur solo marginalmente – almeno per ora – qui in Europa per accompagnare la campagna pro-Biden, hanno ovviamente reso il tycoon simpatico a un certo ambiente. Così come alcune sue uscite totalmente sopra le righe che per un breve periodo hanno messo in discussione, ma solo per farlo tornare ancor più agguerrito e limitante, il linguaggio politicamente corretto. Eppure, quella che poteva essere una simpatia per un personaggio istrionico e a tratti divertente si è trasformata ben presto in una idolatria che ne ha fatto dimenticare i suoi lati grotteschi, ignoranti e buffoneschi, così come il preferire “The Donald” agli oppositori democratici per questioni strategiche e contingenti si è trasformato in una presa di posizione ideologica a favore di Trump e del trumpismo.

La psicosi fanatica di certi italiani per il tycoon

E non è stata una questione psicanalitica dell’uomo di destra in cerca costantemente del capo o dell’uomo forte, che pure è un tratto che sicuramente esiste. Quella che ha accompagnato la battaglia pro-Trump qui da noi è stata una psicosi fanatica che è stata in tutto e per tutto simile a quella delle sette parareligiose statunitensi. Il nostro mondo ha sposato quasi in toto la narrazione dell’Alt-Right, condita con il tipico fanatismo messianico statunitense, per cui Trump era una specie di avatar che avrebbe condotto i popoli liberi contro il globalismo per creare un nuovo assetto mondiale basato sulla famiglia tradizionale e sulla volontà di Dio. Il tutto accompagnato dal complottismo più gretto, basato su riunioni sataniche in cui si beve il sangue di bambini mentre si pianifica di prendere il controllo delle menti tramite il 5G.

Il complottismo messianico di QAnon ha spopolato in Italia

E non è un’iperbole, il complottismo della teoria QAnon è veramente andato per la maggiore nei nostri ambienti. Il complottismo messianico si è talmente radicato che, anche dopo la sconfitta di Trump, molta gente era convinta della sua marcia trionfale verso il Campidoglio, annunciando sui social l’imminente arresto di Biden e dei Clinton come se fosse una cosa già fatta, facendo rimbalzare notizie la cui fonte erano solo i forum dell’Alt-Right. Il tutto mentre Biden, i Clinton e compagnia cantante preparavano in realtà il nuovo governo e riprendevano i posti che erano stati loro tolti quattro anni prima.

L’Identità sacra spodestata dalla “razza bianca”

Ma oltre che dal semplicismo analitico e dal fanatismo veterotestamentario, che già di per sé sarebbero gravi, l’area sembra oramai invasa da tutta l’agenda e da tutta la propaganda Alt-Right. Comincia ad andar di moda un certo razzismo Wasp per cui a far fronte contro il mondo moderno non deve essere il popolo, la Nazione, l’Identità Sacra, l’Italia, la civiltà europea o ciò che ci lega ai nostri antenati o alla nostra terra, ma dovrebbe essere invece una imprecisata “razza bianca” che ci accomuna anche ai nostri peggiori nemici storici e geopolitici e che ha comunque una radice internazionalista che dovremmo ben rifuggire e che soprattutto era già vecchia e rifiutata quando in Italia si apriva il dibattito sulle leggi razziali. È improvvisamente diventato focale, almeno nei social, il problema della detenzione delle armi da fuoco con tanto di accuse verso i governi che vogliono togliercele.

Il neoamericanismo da cui dobbiamo salvarci

Siamo riusciti a dare credibilità a un personaggio ambiguo e a tratti cialtronesco come Steve Bannon, gridando ai quattro venti che era un evoliano di ferro pronto a combattere il mondo moderno in nome della Tradizione. Siamo riusciti nell’epica impresa di difendere le statue di Churchill come fosse un padre fondatore dell’Europa. Siamo oramai in preda ai riflessi pavloviani da liberismo repubblicano quando si parla di temi come l’inviolabilità della proprietà privata, con tesi che sembrano uscite più dai protagonisti di Dallas che non da chi dovrebbe essere cresciuto a pane, Berto Ricci e Alessandro Pavolini. Siamo stati in grado di portare la giusta ribellione alle follie tardo femministe sul terreno del vittimismo maschile, paranoico e rancoroso, aprioristicamente misogino e apertamente sfigato. Il tutto dopo che anni di anti-islamismo fallaciano d’accatto e un reazionarismo da pagina “io amo il mio carabiniere” hanno trasformato le velleità rivoluzionarie di un’area nella brutta copia dell’elefantino di Fini-Segni.

E non è neanche un motivo di vanto il fatto di essersi americanizzati in ritardo rispetto alla sinistra, la cui agenda è oramai da anni dettata dall’ala radicale statunitense e che oramai è preda di un fanatismo altrettanto messianico ma molto più puritano. Perché questo non indica una maggiore resistenza dovuta a una centralità culturale o identitaria, ma è solo l’ennesima prova che si gioca sempre e comunque con le regole dell’avversario con l’aggravante di arrivare in ritardo al tavolo di gioco.

Internet e i social hanno acutizzato il problema

Per carità, non è stata solo colpa di Trump e del trumpismo, che più che vere cause sono stati più che altro acceleratori di un processo che era già in moto da anni. Da quando internet ha accorciato le distanze e permesso a chiunque di scrivere qualunque cosa e di essere letto da chiunque, siamo entrati in contatto con le più buffe e strane forme di sottocultura di qualunque parte del mondo, soprattutto americane. E quella che è sempre stata una caratteristica della nostra area, quella cioè dei “cani sciolti” che per tutta una serie di motivi, a volte giustificabili altri meno, non hanno mai militato e si sono limitati a una autoformazione spesso settoriale e puramente teorica, con internet è diventata un vulnus pericolosissimo. Perché una volta, almeno, i “cani sciolti” isolati si infarcivano di testi dottrinari trovati nelle librerie “vietate”. Il che spesso li portava a vivere in mondi virtuali basati su letture parziali e interpretazioni superficiali della Tradizione, o peggio in scacchiere geopolitiche ancor più virtuali in cui si immaginavano scontri sotterranei tra il Male e il Bene, che di volta in volta è stato l’Iran, l’Islam “tradizionale”, la Russia, la Cina e così via.

Ma ora che internet ha contemporaneamente facilitato l’atomismo individuale e quindi la presenza dei “cani sciolti” e soprattutto permesso l’accesso a qualunque cosa scritta da qualunque persona, ecco che sono venuti meno anche quei testi la cui lettura superficiale portava a tesi bislacche ma che per lo meno fornivano una base culturale che portava comunque ad avere una radice comune con una certa Weltanschauung. Le persone ora neanche cercano una formazione, nell’era di Wikipedia vogliono risposte facili e schemi poco complessi e tra Reddit, 4Chan e tutto l’underground di siti, blog e forum che formano la costellazione dell’Alt-Right finalmente possono trovare la teoria che più fa comodo o che più trovano affascinante, perché oramai si trova di tutto.

Quando QAnon sostituisce Venner o Evola

E quindi ecco che Evola, Berto Ricci, Niccolò Giani, Adriano Romualdi, Dominique Venner, Léon Degrelle e lo stesso Mussolini non hanno spazio neanche per letture superficiali perché anche quelle sono diventate troppo complesse, e vengono sostituiti da cialtronerie di livello scimmia spaziale redneck come Bannon o QAnon, la spiritualità europea lascia spazio allo sciamano con la testa di bufalo, l’etica guerriera decade nel diritto di portare armi in casa, la visione imperiale si deforma in un tifo filo-occidentale o razzista wasp contro un nemico di turno a caso a seconda della propria sensibilità. Con il risultato di aver appiattito una dimensione culturale e spirituale, che dovrebbe contare svariate migliaia di anni, su quella desolante a stelle e strisce. Di aver, in poche parole, smesso di avere una visione totalizzante del mondo per avere sì e no una sensibilità epidermica priva di qualunque base ideologica che fa al massimo reagire pavlovianamente a qualunque battaglia messa in campo dal nemico. Che poi, a ben guardare, è esattamente il quadro del centro destra attuale, sia di governo che di opposizione.

Carlomanno Adinolfi

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3 Commenti

  1. MA che cazz stai a di. Vai a scrivere per l’unita. Se non hai capito che Trump e statyo una boccata d’aria per utti i livberi pensatori e le destre di tutto il mondo… vai all’unita e dedicati al globalismo.. MAGA24 da un idolatra

  2. senior Carlomanno Adinolf meno male che c’è stato e c’è TRUMP se no eravamo già in SUPERPIENO REGIME PENSIERO UNICO POLITICAMENTE CORRETTO……………

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