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Siccome le cose cambiano continuamente, non è detto che le leggi del caos non produrranno prima o poi qualche elemento di difficoltà ai grandi registi di questo disegno a cui noi stiamo assistendo. Registi che a loro volta, nelle loro cabine di regia, certamente stanno adattando «il progetto» a quello che sta accadendo. Probabilmente stanno anche prendendo atto del crollo della finzione di Fauci, del crollo della finzione sul non-Wuhan del virus. Stanno prendendo atto degli effetti collaterali in parte previsti e in parte non previsti della campagna vaccinale di massa.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di luglio 2021

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Siccome probabilmente, come ha detto bene il dottor Zangrillo, oggi siamo in una fase di quiescenza virale, cioè nella fase estiva in cui notoriamente i virus respiratori, i virus del raffreddore, il rinovirus e il coronavirus non circolano, dobbiamo prepararci a quello che sarà il vero momento drammatico, cioè quando i virus respiratori si ripresenteranno puntualmente. Come ogni anno.

Come andrà a finire la campagna vaccinale?

Lì ci saranno due possibilità: la prima è che non succederà niente di grave. Cioè, che alla fine, vaccinati e non vaccinati andranno incontro ad una situazione virologica normale. Come normali sono state quelle che hanno preceduto questi anni, perché anche secondo i dati dell’Istat il numero generale di morti per malattie virali respiratorie del 2020-2021 non ha avuto scostamenti significativi rispetto al 2015. Questa è l’ipotesi benevola.

L’altra ipotesi avanzata da molti virologi e immunologi importanti, di cui il capofila è il professor Montagnier, prevede che la campagna vaccinale fatta in presenza di diffusione massiccia del virus potrebbe produrre gravissimi danni

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