Firenze, 9 apr – Tutti parlano del capitalismo, ma pochi – anche tra i suoi più convinti detrattori – ne conoscono la natura più intima, i fini più reconditi e le strategie più affinate. Guillaume Travers – colonna portante dell’Institut Iliade, già noto al pubblico italiano per La società della sorveglianza, sempre edito da Passaggio al Bosco – sforna Capitalismo moderno e società di mercato, un saggio tascabile che affronta il sistema di mercato in termini storici, antropologici e filosofici, vergando una lucidissima critica del nostro tempo.

Il fatto più rilevante del mondo che abitiamo, infatti, è che tutto possa essere comprato e venduto. Gli antichi rapporti comunitari – fondati sulla fiducia, sulla reciprocità e sul senso dell’onore – si sono dissolti per lasciare il posto al libero sviluppo degli interessi individuali, centrali in una società liquida che ha sostituito la qualità con la quantità, i princìpi con i desideri e la trascendenza con il profitto. Queste – tra le altre – sono le più evidenti manifestazioni del modello economico in atto, le cui origini e le cui dinamiche sono magistralmente dall’autore.

Una critica serrata al capitalismo moderno

Nelle pagine di questo breve e agile contributo – allora – si analizza il capitalismo moderno quale fenomeno totale e globale, dalla sua genesi alle sue istituzioni e dai suoi metodi alle sue ricadute in ogni ambito dell’esistente: dal superamento dei confini al disinnesto dell’economia; dall’autonomia del capitale alla mercificazione del mondo; dal ruolo dello Stato alla società di mercato, passando per la storia, la religione, la filosofia e la tecnica. Un viaggio straordinario, che si conclude con una critica serrata e una volontà manifesta: poiché il capitalismo è anzitutto uno spirito, occorre riaffermare una visione dell’uomo e del mondo che anteponga la gerarchia dei valori a quella del denaro.

 

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