Roma, 12 mar – Letterato, dandy e poeta armato: questo, e molto altro, è stato Gabriele D’Annunzio. Visto che oggi ricorre l’anniversario della sua nascita, è un’ottima occasione per ripercorre tutte le iniziative organizzate dal Primato Nazionale per celebrare il vate d’Italia, l’eroe che ci ha insegnato come essere italiani oltre gli stereotipi, le calunnie e l’etnomasochismo degli intellettuali di casa nostra. Perché omaggiare D’Annunzio non significa solo rievocare le sue gesta inimitabili, ma ricordare a noi stessi che cosa vuol dire essere italiani. Italiani per davvero.

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D’Annunzio, il Vate

Lo scorso settembre il Primato Nazionale ha inaugurato la collana «I Grandi Italiani», che nel frattempo è arrivata alla settima puntata. Naturalmente, il mese di settembre non può che richiamare quel fatidico 12 settembre 1919 in cui iniziò l’impresa di Fiume, una delle avventure più affascinanti del Novecento. Quell’avventura che, come tutti sanno, è intimamente legata al destino del poeta armato. Era pertanto doveroso dedicare il primo quaderno della collana proprio a Gabriele D’Annunzio, il Vate. In cento agili pagine, corredate di numerosi extra e rivestite da una grafica accattivante, Claudio Siniscalchi ripercorre la vita inimitabile del Comandante, di colui che è davvero riuscito a «fare della sua vita un’opera d’arte».

Misero quel popolo che non si riconosce nei suoi eroi! Quando gli eroi sono rivelati e celebrati, la storia degli eroi costituisce la vera storia della lor gente (G. D’Annunzio)

Da poeta armato a icona pop

Insomma, l’obiettivo del Primato Nazionale è stato sin dall’inizio quello di ricordare D’Annunzio per quello che fu veramente, oltre le macchiette costruite dai soliti noti, cioè da chi infanga gli eroi per giustificare le proprie miserie esistenziali. Ma il Vate non fu solo uomo d’armi e di pensiero: è anche e soprattutto un simbolo. Un’icona. Anche pop, se vogliamo. E così, accanto a prodotti editoriali inediti e conferenze d’alto livello, il Primato Nazionale ha voluto valorizzare anche la potenza simbolica di colui che, non a caso, si definiva l’«immaginifico». Giusto due settimane fa, infatti, la nostra testata ha lanciato una stampa artistica in serie limitata. Perché il ricordo degli eroi si esprime anche attraverso la potenza delle immagini.

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