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Roma, 17 apr – Presto! Qualcuno chiami David Puente e gli altri supereroi della task force anti fake news. Sta circolando in rete una bufala sul coronavirus che si basa su un uso strumentale, semplificato e sostanzialmente errato delle statistiche, con il solo fine di fare propaganda politica. No, niente catene Whatsapp sul Covid-19 diffuso dal forno a microonde. Parliamo di uno dei giornalisti più quotati e del quotidiano più autorevole d’Italia: Antonio Polito sul Corriere della Sera. Sulle colonne del quotidiano di via Solferino l’editorialista afferma infatti che “i Paesi che hanno resistito meglio al coronavirus hanno una cosa in comune: sono governati da donne“. Per Polito “le magnifiche sette” sono le premier di Islanda, Finlandia, Norvegia e Danimarca, Germania, Taiwan, Nuova Zelanda.

Polito bocciato in geografia

Per affermare la sua tesi Polito non punta sui quattro che fanno parte dei “soliti nordici che fanno sempre tutto bene”, ma concentra la sua attenzione soprattutto su Taiwan, Nuova Zelanda e Germania (che potrebbe tranquillamente rientrare nelle considerazioni valide per i Paesi scandinavi, ma vabbè). Polito esalta dunque i governi al femminile di Taipei e Wellington, visto che nell’isola di Formosa i morti finora sono stati solo 6 su un totale di circa 23 milioni di abitanti, mentre nella nazione oceanica i decessi sono fermi a 9 su 5 milioni di abitanti. Tutto vero, tutto giusto. Ma Polito, per dare ulteriore forza ai risultati al femminile, parla di Taiwan e Nuova Zelanda come “entrambi pericolosamente vicini” all’epicentro. Qualcuno si prenda la briga di fare qualche ripetizione in geografia al giornalista del Corsera: Wuhan e Wellington distano 10.115 chilometri. Allora anche l’Italia sarebbe “pericolosamente vicina all’epicentro”, visto che Wuhan e Roma sono divise da appena 8.666 chilometri.

C’è poi da dire che la Nuova Zelanda, oltre ad avere una densità di popolazione bassissima, è una nazione composta da due isole collocate in una delle zone più remote del globo terracqueo, non certo un centro nevralgico di scambi commerciali. Per quanto riguarda Taiwan, Polito non sembra prendere in considerazione che si tratta di un’isola e che, per quanto vicina alla Cina, lo è senz’altro meno di stati con confine terreste come Russia o Vietnam (che vantano ottime statistiche come vedremo in seguito). Per non parlare della limitazione degli scambi connessa con le relazioni diplomatiche che intercorrono tra la Cina e Taiwan (la Repubblica popolare la considera parte del suo territorio e non la riconosce).

Germania e Belgio punti deboli della sviolinata femminista

Nell’articoletto di Polito sul femminismo di governo come panacea della pandemia i punti deboli si chiamano Germania e Belgio. Nell’elenco delle motivazioni che hanno permesso ai tedeschi di avere la migliore risposta al Covid-19 tra le nazioni occidentali il giornalista cita una serie di fattori storici, culturali e strutturali che poco hanno a che vedere con l’esperienza di governo della Merkel. Vengono citate persino le azioni di Bismarck e Schröder. Insomma è evidente che il ragionamento valido “per i soliti nordici organizzati meglio” si può estendere tranquillamente per la “solita Germania”. I meriti di Angela secondo Polito sarebbero comunque quelli di aver agito con prudenza e decisione, ma non si capisce quale valore aggiunto avrebbe portato il fatto che ad agire fosse una cancelliera e non un cancelliere.

C’è poi il caso del Belgio, di cui il Corriere non può fare a meno di parlare. Si tratta della nazione con uno dei tassi di mortalità più alti in relazione agli abitanti: 4.857 morti su un totale di poco più di 11 milioni di residenti. Peggio dell’Italia per capirci, primo Paese europeo ad essere colpito dal coronavirus. E il primo ministro del Belgio è una donna e si chiama Sophie Wilmes. Ma Polito utilizza “l’eccezione” belga per portare comunque acqua al suo mulino, sostenendo che “non si può dire che i Paesi diventano migliori se sono diretti da donne. Ma forse si può dire che sono diretti da donne perché sono Paesi migliori, e hanno sistemi di selezione più aperti ed egualitari”.

Le omissioni di Polito

Nella sua opera di disinformazione Polito, oltre a semplificare in maniera ridicola i dati per trarne delle conclusioni sociologico-antropologiche, dimentica di citare le decine di nazioni che, seppur governate da uomini, hanno un tasso di mortalità e diffusione del virus molto bassi. Perché parlare di Taiwan e non del Vietnam ad esempio che, sebbene governato da un uomo e confinante con la Cina, al momento vanta 0 morti? Perché esaltare la Germania o la Danimarca ma non fare accenno all’Austria? E’ governata da un uomo ma al momento ha solo 410 decessi, stessa proporzione rispetto al numero di abitanti con i 4093 della Germania. C’è poi la Russia, governata dal cattivissimo Putin, che fa meglio di qualsiasi nazione europea nonostante i 4250 km di confine con la Cina: appena 273 morti su 144 milioni di abitanti.

Tornando in Asia poi, Polito evita di citare poi la Corea del Sud e il Giappone, nazioni prese a modello da tutto il mondo per la gestione della pandemia, con un numero di decessi complessivo ( 420) di poco superiore a quello dell’osannata Danimarca al femminile nonostante insieme facciano quasi 180 milioni di abitanti. Insomma potremmo andare avanti all’infinito per tirare fuori dati che sconfessano palesemente la teoria di Polito e del Corriere della Sera. Quella delle “magnifiche sette” ha tutti i crismi per essere giudicata una “fake news” o quantomeno un “fattoide” stando al lessico di David Puente. Chissà perché siamo però certi di non vedere alcun debunking né su Open, né su Butac, né su uno dei tanti siti che con tanto impegno smentiscono magari alcune notiziole “sovraniste” che circolano sui social. Perché quando la bufala arriva dal mainstream e va nella direzione del politicamente corretto non c’è mai tanta solerzia ma solo omissione. A dimostrazione, per chi ancora avesse dubbi, che le task force aka Ministero della Verità sono una mera operazione politica.

Davide Di Stefano

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4 Commenti

  1. Hahahahahaha, ma Polito chi vorrebbe come “premiera” in Italia? La Boldrina? La Alberti Casellati Serbelloni Mazzanti Viendalmare? La Bellanova? La Fedeli? 😷😷😷😵😵😵🤐🤐

  2. Polito dimentica anche il Portogallo che sta tenendo botta meglio di tanti altri Paesi, nonostante abbia subito enormi tagli alla Sanità ed ha un premier e un presidente uomini.

  3. Come la vedete la Bellanova a capo del Governo ?
    A me dà la sensazione di una bella ventata di freschezza.
    Tanto, per ora, di meglio non ce ne è.

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