Roma, 4 gen – Meno conosciuta rispetto ad altri importanti siti archeologici egizi, il monumentale Tempio di Khnum resta però senza dubbio una meraviglia del mondo antico con un fascino difficilmente equiparabile. Lo si deve soprattutto all’incredibile stato di conservazione delle sue imponenti colonne, dei suoi geroglifici dai colori sgargianti e dalle figure alate egizie dipinte sull’alto soffitto di questo straordinario luogo di culto antico. Oggi, però, a dare ancor più valore a questa bellissima meta di pellegrinaggio storico, è anche un antico bagno romano recentemente scoperto dagli scavi archeologici, vicino alla città egiziana di Esna. Ricchissima di storia e reperti archeologici, Esna si trova nel basso Egitto, lungo il fiume Nilo, e ospitò importanti eventi e strutture di diversi periodi dell’antichità, dal Nuovo Regno, iniziato nel 1550 a.C. al periodo saita, che terminò nel 525 a.C. Come già detto, ad attirate per il suo straordinario stato di conservazione, oggi rimane in particolar modo solo il Tempio Khnum ma, gli archeologi, continuano a scavare nel sito scoprendo nuove tracce lasciateci dagli avi di queste terre antichissime.

Il Tempio di Khnum

Il santuario interno del Tempio di Khnum fu costruito dal re, macedone-egiziano, Tolomeo V e successivamente decorato con soffitto astronomico, inni religiosi e testi crittografici basati su figure di coccodrilli e arieti. Il susseguirsi delle opere di abbellimento del tempio furono commissionate dai discendenti di Tolomeo V: Tolomeo VI, Cleopatra II e Tolomeo VII. Leggendo tali nomi, sicuramente al lettore tornerà in mente l’epopea cesariana in terra egiziana al tempo dei Tolomei e l’intrigata storia d’amore tra lo stesso Giulio Cesare e la regina Cleopatra. Il vestibolo esterno del tempio, infatti, fu costruito dai Romani.

Le terme romane scoperte al Tempio di Khnum

Le terme romane “smart”

Durante recenti scavi, commissionati dal Consiglio Supremo per l’Archeologia, gli archeologi hanno dunque scoperto nell’ampio sito un’altra struttura di epoca tolemaica e uno stabilimento balneare romano, proprio dietro l’edificio principale del tempio. Stando alle prime dichiarazioni dei ricercatori, le terme appena scoperte sono state qui costruite dai Romani, in modo da poter essere alimentate da un sistema di canali che immettevano l’acqua nelle vasche, cogliendola direttamente dal Nilo. Il team archeologico ha anche scoperto un curioso quanto ingegnoso ipocausto. Questo è un tipo di riscaldamento centralizzato sviluppato dai Romani che, producendo aria calda, faceva circolare la stessa sotto il pavimento delle stanze. Insomma; in un epoca in cui i riscaldamenti di casa nostra si trovano al centro del dibattito politico e mediatico per i consumi di gas e risorse energetiche, i nostri antenati ci ricordano che, con un pò di ingegno e rispettoso sfruttamento della natura, forse è ancora possibile svincolarsi dalle comode e costose gabbie imposte dal capitalismo moderno.

Andrea Bonazza

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