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Roma, 10 marzo – “Coronavirus. Tutto ciò che non torna sull’epidemia che ha scosso il mondo“. Qualche ora fa la giornalista d’inchiesta Francesca Totolo, collaboratrice anche de Il Primato Nazionale, ha lanciato su Twitter la copertina del suo prossimo libro che uscirà per i tipi di Altaforte Edizioni, anche se la data d’uscita non è ancora stata diffusa. Sul social della reporter domese si legge: “Sarà una ricostruzione di quello che è avvenuto negli ultimi mesi e di quello che è stato tenuto nascosto”. Si perché sono molti i buchi neri su questa piaga che sta prendendo le sembianze della pandemia.

Del resto abbiamo visto tutti, ieri sera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a reti unificate estendere da Bolzano a Palermo il decreto in vigore, da domenica mattina, per la Lombardia e altre 14 province della Nazione. Un avvenimento senza precedenti, un avvenimento che riporta alla mente le misure restrittive messe in atto durante la Seconda Guerra Mondiale. E la Nazione questa mattina ha risposto con il restate a casa, anche se con l’eccezione dell’autocertificazione per esigenze lavorative, situazioni di necessità e per motivi di salute.

La cialtroneria del governo

In questo caos abbiamo raccolto le parole della cronista che ci ha spiegato: “Il vero vettore del virus è il politicamente corretto. Purtroppo in Italia abbiamo toccato con mano gli effetti della globalizzazione degli hashtag #abbracciauncinese e dei Giuseppe Sala della Milano aperta”. Anche sulla comunicazione del Governo la scrittrice non le manda a dire: “Si è passati da un messaggio positivo, molto rincuorante all’allarmismo più totale. Da Michele Mirabella che, in uno spot lanciato dal Governo lo scorso 7 febbraio, asseriva che era difficile contrarre il virus, con tanto di bacchette cinesi in mano, contro il virus del razzismo, alla serrata di tutta la Nazione. Questo è servito per deresponsabilizzare gli italiani”. In sostanza per l’autrice di Inferno SPA “si è chiusa la stalla con i buoi ormai fuggiti”.

Coronavirus ma quale “complottismo”

Ma il libro su cosa sarà centrato? “Sullo sviluppo del virus, soprattutto sulla sua diffusione. Teorie che raccontano l’evoluzione della vicenda e la potenziale fuga dei germi dal laboratorio BSL-4 di Wuhan vengono bollate come ‘complottismo’ quando agli occhi dei più attenti osservatori sono più che verosimili”. Ma non finisce qui: “Nei mesi precedenti si sono svolte parecchie esercitazioni su pandemie di alto livello. Per esempio il 18 ottobre 2019 a New York, il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e con la Bill and Melinda Gates Foundation, ha organizzato ‘EVENT 201’. Nei documenti ufficiali infatti si legge: “‘L’esercitazione ha identificato le aree in cui saranno necessari partenariati tra strutture pubbliche e private, durante la risposta ad una grave pandemia al fine di ridurre le conseguenze economiche e sociali su larga scala'”. Quanto meno curioso.

L’ultima stoccata è per il mercato dei vaccini. “In Italia, anche al seguito dell’introduzione di nuovi obblighi vaccinali, la spesa a carico della Servizio Sanitario Nazionale è passata dai 317 milioni di euro del 2015 ai 529 milioni di euro del 2018. L’incremento dal 2013 al 2018 è ancora più rilevante”. Di cosa parliamo? “La spesa per i vaccini è andata progressivamente aumentando negli ultimi sei anni, partendo da un valore di 5,3 euro pro capite nel 2013 e raggiungendo un valore di 8,7 euro nel 2018 (+66%) con una variazione media annuale (CAGR) del +11%”. E le Big Pharma si fregano le mani ed in questo caso e l’amuchina è ampiamente compresa nel prezzo delle nostre vite.

Lorenzo Cafarchio

5 Commenti

  1. Purtroppo, ci sono italiani convinti che queste misure uniche nella storia della Repubblica e del Regno (Fascismo compreso) servano al benessere dei singoli…intanto le libertà costituzionali sono state sospese, con la complicità dei cittadini che invocano per gli Italiani una diligenza pari a quella del popolo cinese…ma dimenticano che la Cina è il più grande Paese autoritario della Terra.
    Tutti a vergognarsi del passato, quando il Duce ha preso provvedimenti mediante Decreti firmati dal Re, ma tutti pronti ad invocare lo stesso regime di polizia che vige in Cina.
    Un po’ di paura e gli italiani scoprono di non essere più repubblicani e “resistenti”, ma sostenitori del più rigido sistema di controllo sociale, attualmente presente sul Pianeta.
    Ma come?
    Non si aveva paura del 5G, perché saremmo stati tutti controllati, in ogni istante della vita?
    Ed ora, va bene essere rinchiusi in casa, per effetto di un DPCM, con Esercito e Polizia per le strade, con poteri assoluti, nel limitare le libertà individuali e collettive di movimento?
    Dove sono finiti i sostenitori domestici del diritto di associazione e di manifestazione?
    Forse sono tutti finiti ad ingrossare le fila dei giovani di Hong Kong che lottano contro l’arroganza di Pechino?

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