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Roma, 21 giu – La guerra dei cieli è stata una dei motivi che hanno resto il primo conflitto mondiale una guerra totale. La Grande guerra non fu solo, infatti, una guerra su più fronti umani ma anche su più aree di azione: terra, mare, cielo. Tutti gli elementi convergono in quella che è la macchina da guerra più grande che l’uomo abbia mai messo a disposizione della terra: l’essere umano stesso. Ernesto Fogola è stato uno dei grandi pionieri del volo e il cielo era il suo terreno di battaglia preferito.

Da eroe in trincea ad eroe in cielo

Se si pensa quel che la vita ci riserva all’inizio della nostra esistenza e pensassimo, poi, a quello che la vita ci ha realmente dato, forse, ne conseguirebbero ragionamenti particolari. Molto particolari. Ernesto Fogola era nato a Montereggio di Mulazzo, in provincia di Massa-Carrara, il 14 giugno 1891. Iniziò a lavorare nella libreria di famiglia, per passare poi tra i calcoli di ragioneria. La chiamata alle armi, però, arrivò ed egli non attese un secondo prima di imbracciare il fucile.

Partì alla volta del Carso ed ottenne il grado di tenente in seguito alla conquista della prima medaglia d’argento al valor militare della sua carriera. Si può leggere sulla stessa: “Comandante di una Compagnia, seppe condurre con intelligenza e ardimento ammirevole il suo reparto alla conquista di una posizione nemica fieramente contrastata e si distinse in successiva importante azione. Incaricato poi di far costruire un tratto di trincea in località sottoposta al tiro nemico, assolveva lodevolmente il suo compito, rimanendo al suo posto anche dopo essere stato ferito a una spalla, fino a opera compiuta. Bello esempio di elevato spirito militare, di coraggio e cosciente sprezzo del pericolo”.

Nel novembre del 1916, Ernesto Fogola venne assegnato agli addestramenti del neonato Corpo Aeronautico Militare per poter poi entrare di diritto nella 36° Squadriglia nel 1917.

La morte a Tolmino

La ferrovia è un punto nevralgico, nodo di scambio di munizioni, armi e soldati in tutto il territorio. Ernesto Fogola aveva il compito, assieme ad altri tre soldati, di attaccare la stazione di Tolmino, oggi in Slovenia. Durante l’azione, però, il suo velivolo venne colpito impattando al suolo ed esplodendo.

In onore del valoroso soldato italiano venne conferita una seconda medaglia d’argento al valor militare recante la seguente narrazione: “Prode e sereno osservatore, in ogni volo di guerra il suo valore fu pari all’entusiasmo. Il 14 agosto 1917 su Caproni raggiunse Hanling a mille metri di quota con due doli motori, ritornando con arduo e lungo volo attraverso vallate sbarrate dal fuoco nemico. Durante importanti e riuscite azioni offensive, partecipò a bassa quota e con audace insistenza alla lotta delle fanterie. Costante e bell’esempio di alto spirito del dovere, di ferrea volontà, sfidò ogni pericolo vincendo ogni difficoltà e portando sempre sull’avversario la più grande offesa”.

Tommaso Lunardi

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