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Roma, 22 dic – I volontari sono dei personaggi davvero molto particolari. Ci sono poche persone, infatti, che sarebbero disposte, al giorno d’oggi, a partire sua sponte per aiutare dei compatrioti in difficoltà, in caso di cataclisma o altro. Luigi Nerieri fu un volontario della Guerra in Spagna, una persona che mise tutto dietro il suo ideale, persino la sua stessa vita. Insomma, un vero e proprio soldato di un’idea.

La mancata chiamata per la guerra in Africa

Luigi Nerieri non poteva crederci quel caldo giorno di giugno del 1935. La sua richiesta di partire alla volta dell’Etiopia era stata rifiutata. Lui che, pochi giorni prima, era stato promosso a sergente maggiore, come molti altri suoi compatrioti, era pronto a dare la vita per rendere grande il suo Paese.

La sua avventura inizia molti anni prima. L’aviatore nacque a San Giovanni in Persiceto, un centro nelle prossimità di Bologna, il 1° febbraio 1912. La vocazione al volo si manifestò quando compì 19 anni. Si iscrisse volontario alla Regia Aeronautica ed iniziò a seguire i corsi per diventare pilota.

Nel giro di pochi mesi, dall’aprile all’ottobre 1931, Luigi Nerieri venne promosso a sergente pilota per conseguire, poi, il brevetto di pilota militare e la promozione a sergente. Come già detto, la scalata di Nerieri si concluse nel 1935 quando venne promosso a sergente maggiore. Ma la prima missione del soldato bolognese era già prossima ad entrare nella storia.

Al fianco dei nazionalisti

La guerra in Spagna infuocò nella seconda metà degli anni ’30 e, questa volta, Luigi Nerieri non volle perdere ancora un’altra occasione. E’ per questo motivo che partì volontario con i Legionari italiani al fianco dei nazionalisti di Francisco Franco a combattere contro i repubblicani spagnoli.

Assegnato ai “Falchi delle Baleari”, Nerieri difese con i suoi compagni gli avamposti del Sud della Spagna dagli attacchi dei nemici e dell’aeronautica sovietica. La sua avventura si concluse a Mahòn, a Minorca, quando il suo S.M. 81 venne abbattuto e precipitò al suolo distruggendosi nell’impatto. Al soldato italiano venne concessa la medaglia d’oro al valor militare: “Volontario in una missione di guerra combattuta per un supremo ideale, affrontava le più ardue prove dimostrando sempre esemplari virtù di esperto e prode combattente. Animato da incondizionata entusiastica dedizione per la causa cui aveva votato la giovane balda esistenza, nell’eroico tentativo di portare a termine una rischiosa azione cui era stato proposto, incontrava morte gloriosa”.

Tommaso Lunardi

7 Commenti

  1. Dalla Spagna moderna ancora nessun grazie, nè a Luigi Nerieri nè a tutti i militi Italiani che di fatto le hanno consentito di schivare i disastri di una guerra mondiale e di uscirne poi addirittura alla grande beneficiando della eredità etica del franchismo.

  2. Hitler intervenne per sperimentare i suoi armamenti, tattiche e guadagnare accordi di scambio……L’italia ci perse soldati e un fiume di denaro..un affarone…
    Benito era sempre in competizione con Adolf… perdendoci, puntualmente, sempre…

  3. Ma come si fa a chiamare “eroe” un pilota che sganciava bombe contro chiunque? Prima di tutto dovreste sapere cosa fu e cosa significò la guerra civile in Spagna. E poi era a fianco di Francisco Franco: un dittatore che provocò un colpo di stato. Numerosi intellettuali da tutto il mondo, invece, si unirono alle Brigate Internazionali, del bando opposto dei repubblicani. Definire un eroe un pilota che sganciava bombe, in alleanza con un dittatore e golpista, lo definirei…leggermente di parte.

  4. Definire un “eroe” un pilota che sganciava bombe contro chiunque, mi pare davvero troppo!
    I nazionalisti erano formati dalle truppe che erano al fianco di Francisco Franco: un DITTATORE che aveva provocato un colpo di stato in Spagna e che regnò fino alla sua morte (1975).
    La guerra civile causò la morte di circa un milione di persone, tra militari e civili.
    I repubblicani avevano vinto REGOLARMENTE le elezioni in Spagna e al loro fianco accorsero intellettuali da tutto il mondo, a rinforzare le Brigate Internazionali.
    Tra l’altro, nel tristemente famoso bombardamento di Guernica, dove morirono donne, vecchi e bambini, ci furono anche due bombardieri italiani, oltre che tedeschi.
    Magari, questo “eroe” era uno di quei piloti.
    Ecco come si manipola a piacimento l’informazione.

  5. Egregio Stefano Rizzo…, stai vivendo nella società stabilita dopo le bombe di Dresda, di Hiroshima, di Nagasaki…, e non dici nulla? Che sia gradito o no, Franco ha lasciato una Spagna etica senza la disperazione collettivista tipo balcani, tipo Romania, lunga decenni; altro che la disgrazia di Guernica. Meno disgraziati sono gli intellettuali che segnali…
    Circa le elezioni vinte regolarmente, togliti le fette di salame davanti agli occhi e studiati come i veneti sono diventati italiani. Uno dei tanti esempi. Il gioco umano è sporco, chi la fa più pulita è bravo, direi quasi che è un eroe! Non viviamo infatti nel Eden…

  6. Per l’ appunto Guernica è una cittadina basca… L.Nerieri era un eroe infatti rischiava e venne pure abbattuto, non dai suoi… Risulta che era in missione da ben altre parti, comunque è consigliabile porre le date di nascita e di scomparsa dei ns. combattenti!
    Si cerca di contestualizzare non di manipolare, il che è un po’ più difficile…

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