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Napoli, 22 dic – Nel capoluogo partenopeo, la cosiddetta rivoluzione arancione di Luigi de Magistris ha assunto le sembianze di un ascensore (centro) sociale per raggiungere i piani alti del comune. Chi riesce a salire a bordo, infatti, ha la possibilità di arrivare a poltrone e stipendi pubblici conditi da ottimi privilegi.

I fortunati passeggeri, uomini e donne, hanno tutti un elemento in comune: la militanza presso il centro sociale Insurgencia. Insomma dalla lotta di classe, è il caso di dirlo, si passa al ben pagato scranno di classe.

Dal centro sociale al Comune. A 55mila euro l’anno

L’ultima ad aver approfittato della dorata ascensione è stata la Kompagna Eleonora De Majo, nominata assessore comunale alla Cultura e al Turismo a 55 mila euro l’anno. In molti ricorderanno i suoi, molto poco educati, tweet contro l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Ti aspettiamo a Napoli bastardo!”. Praticamente, secondo de Magistris, la figura ideale in grado di ricoprire l’incarico di assessore alla Cultura.

Come se non bastasse, anche il fidanzato della De Majo, Egidio Giordano, membro del direttivo di Insurgencia, quando non si dedica agli scontri di piazza contro le forze dell’ordine, ricopre la carica di assessore alla Cultura nella Terza municipalità. Può essere solo un caso? Difficile dirlo e infatti anche il presidente della stessa municipalità, Ivo Poggiani, collega di Giordano, viene sempre dallo stesso centro sociale. Insomma se è vero che due indizi fanno una prova, qui addirittura siamo a tre: il filo rosso che collega Insurgencia al comune di Napoli è a dir poco evidente.

Prima di Giordano, la carica di assessore in Terza municipalità lo ricopriva un’altra rivoluzionaria della galassia Insurgencia: Laura Marmorale, la quale per un anno è stata nella giunta de ‘O Sindaco de Magistris e poi accompagnata alla porta proprio per fare spazio alla De Majo.

Chi proprio non riesce ad entrare in ascensore, invece, ha diritto ad altri privilegi,come ad esempio un bel contributo pubblico. È il caso di Raniero Madonna, anche lui cavallo di razza della medesima scuderia rossa, il quale ha vinto un bando “Pon Città di Napoli 2014-20” con un progetto per l’ “accoglienza turistica diffusa nel rione Sanità“. Al secondo posto, guarda il caso, si è classificata la cooperativa sociale Mafalda, in cui ha lavorato per un po’ di tempo proprio l’assessore Egidio Giordano. La stessa cooperativa è amministrata da Dylan Di Chiara, nemmeno a farlo a posta, noto attivista di Insurgencia.

Insurgencia, l’ufficio di collocamento personale di de Magistris

Di certo i posti a Palazzo San Giacomo per i kompagni non possono essere infiniti e allora che si fa? Nessun problema, basta spostarsi di poco e infatti nella Città Metropolitana, ad esempio, ecco spuntare il ruolo di Capo di Gabinetto, carica inventata ad hoc e conferita, da Luigi de Magistris in persona, a Pietro Rinaldi (ex capo di Insurgencia).

Certamente non sono i curriculum vitae il vero passepartout: Maria De Marco, simpatizzante di Insurgencia e pasdaran di de Magistris, è stata nominata dal sindaco manager dell’azienda di igiene urbana, Asia, partecipata da 220 milioni di euro di introito. Attività precedente della De Marco: pasticciera e decoratrice di dolci.

In definitiva Insurgencia più che un centro sociale ha le sembianze di un centro per l’impiego, riservato ai suoi militanti dalle dubbie qualità e anche ben funzionante nonostante che la realtà lavorativa della città di pulcinella non sia affatto rosea. Napoli, a dirla tutta, è schiacciata da circa cinque miliardi di euro di debiti tra amministrazione centrale e partecipate. L’idea che una buona parte delle risorse, che dovrebbero servire al bene comune vengano, invece, riservate a ingrossare il portafoglio dei compagni di de Magistris non è una buona notizia.

Alessandro Boccia

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