Roma, 27 ott – “La Storia la scrivono i vincitori”. Vero. Ma è altresì vero che, a volte, i più temerari, i più coraggiosi, i più fortunati anche riescono a ritornare dal campo di battaglia. Molti cadono preda della disperazione, altri non riescono a volgere i pensieri nella giusta direzione. Altri ancora, invece, prendono in mano una penna e scrivono quanto hanno visto in quegli anni. E non ci sono occhi più sinceri se non quelli di un vinto. Renato Migliavacca era uno di quei vinti.

Il baluardo di El Alamein

Renato Migliavacca nacque a Besate, in provincia di Milano, il 20 ottobre 1921 quando la rivoluzione fascista stava, ormai, culminando e, nel giro di un anno, l’Italia intera avrebbe assistito alla Marcia su Roma. Nel giugno del 1940, quando non aveva ancora compiuto 19 anni, l’Italia entrò in guerra. Migliavacca non attese un secondo e si arruolò volontario alla Scuola di Artiglieria di Moncalieri.

La sua preparazione culminò nel momento in cui si arruolò con i paracadutisti. Il soldato brillò nell’addestramento e venne inquadrato all’interno della Folgore. La divisione, pronta a partire per l’Africa, entrerà nella Storia del nostro esercito. La battaglia di El Alamein infuriò e Renato Migliavacca rimase ben presto a comando della sua batteria. Tuttavia, il 6 novembre 1942, assieme ad altri 300 soldati della Folgore, venne catturato e tenuto in prigionia fino alla fine delle ostilità.

L’attività letteraria

Dopo essere rientrato in Patria, Renato Migliavacca non volle restare con le mani in mano rimuginando nei suoi pensieri. Per questo motivo, raccolse tutto il materiale che aveva a disposizione e scrisse un’opera magna sulla storia della Folgore. Al suo interno vi erano, tra l’altro, anche documenti e diari di guerra britannici, neozelandesi e francesi ritrovati durante la sua permanenza nei campi di prigionia alleati.

Ma la sua attività non finì qui. Pubblicò moltissimi articoli ed alcuni libri sulla sua esperienza in prima persona sulla battaglia di El Alamein e sulla sua esperienza al fronte. Per questo suo impegno, Renato Migliavacca ottenne la nomina a Capitano nel 2005. Morì il 24 febbraio 2011 con gli onori di alcuni membri del 185° Reggimento “Folgore”.

Tommaso Lunardi

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