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Roma, 8 ott – Si tratta, a ben vedere, di un copione che torna a cadenza regolare, sempre uguale a se stesso. E, non di meno, riesce sempre di nuovo – questo l’enigma – ad avere successo presso le masse ampiamente manipolate dai circenses del consenso e dai monopolisti della parola. È quanto sta accadendo con la Bielorussia di Lukashenko, che è poi una riproduzione pressoché invariata di ciò che accadde con la Libia di Gheddafi, con la Serbia di Milosevic, con l’Iraq di Saddam, ecc.

L’imperialismo a stelle e strisce

La narrazione scritta sul copione dice che v’è un efferato dittatore sanguinario – novello Hitler – che opprime il suo popolo; il quale popolo brama la liberazione ma, da solo, non riesce a disfarsi del perfido dittatore dal baffo hitleriano. Sicché urge l’intervento liberatorio dell’imperialismo etico a stelle e strisce, del Leviatano del dollaro con i suoi embarghi terapeutici, con i suoi bombardamenti umanitari e con la sua generosa esportazione della democrazia missilistica.

Di tutto ciò, invero, la storia reale non sa alcunché. La storia reale, che non si trova scritta nel succitato copione, ci insegna, invece, che la globalizzazione americano-centrica, dopo il 1989, non accetta la sopravvivenza di Stati sovrani non allineati con Washington: i quali, per via della loro semplice esistenza, sono detti rogue States, “Stati canaglia”. E come tali sono trattati, facendo passare l’imperialismo per liberazione, anche grazie all’impiego dei diritti umani usati a mo’ di foglia di fico per coprire i crimini della monarchia dell’hamburger. Come la Libia di Gheddafi o il Venezuela di Maduro, la Bielorussia di Lukashenko è uno Stato sovrano nazionale che eroicamente – sottolineo: eroicamente – resiste all’occupazione imperialistica degli spazi post-sovietici, in parte già avvenuta (cfr. Georgia e Ucraina).

Rivoluzioni colorate

La tattica è quella di usare rivoluzioni colorate di manichini di Washington, appoggiati dall’Occidente e dall’Europa colonia Usa, per legittimare lo smantellamento e favorire la “liberazione”, id est il transito della Bielorussia sotto le insegne dell’impero del liberismo e della mondializzazione made in Usa. Certo, la Bielorussia non è la Cina, che per potenza può opporsi alle mire espansionistiche dei barbari di Washington: epperò la Bielorussia ha dalla sua il benemerito appoggio della Russia di Putin, faro di civiltà e di resistenza nella “notte del mondo” della barbarie globalizzata. Lunga vita alla Russia di Putin e alla Bielorussia di Lukashenko!

Diego Fusaro

14 Commenti

  1. i cittadini bielorussi stanno protestando contro i risultati delle elezioni e vengono repressi con violenza, questa è la situazione. cosa c’entrano gli Stati Uniti, è partito tutto dal popolo bielorusso spontanemente e la situazione ideale sarebbe far scegliere ai cittadini, con elezioni libere e trasparenti, i propri rrappresentanti senza influenze esterne. questo articolo è profondamente falso, sei sicuro di sapere cosa sta accadendo in bielorussia?

    • Sicuramente è un caso che Lukascenko rifiuti gli “aiuti umanitari” in milioni di dollari, offerti dall’OMS per il Covid, e subito dopo nasca, “spontaneamente……”, la rivolta popolare.
      Questa rivoluzione ha la stessa credibilità della responsabilità di Putin nell’avvelenamento di navalny (il minuscolo non è casuale).

    • …e tu, sai altrettanto sicuro di quello che stai sostenendo?
      O meglio: sei cosciente o meno delle castronerie che scrivi?

      Gli USA cosa c’entrano?
      Ti suggerisco un bel ripasso di geopolitica dal 1989 ad oggi, con focus speciale sul golpe Ucraino: ma studia bene, mi raccomando…
      ….vediamo se ci arrivi da solo.

  2. Le mire espansionistiche Usa c’erano ante Trump, ms il cazzaro dai capelli gialli in politica estera è totalmente incapace. Se rivince le elezioni per l’ “eroico” (maddechè) Lukashenko è una manna.

  3. Lo vada a dire ai miei suoceri barbaramente massacrati di botte per avere partecipato ad una marcia pacifica in cui chiedevano elezioni NORMALI. Si ricordi, caro Fusaro, che in Bielorussia le manifestazioni non sono né antirusse, né filo europee, sono manifestazioni per poter vivere in un paese democratico, in cui possa esistere una maggioranza ed un opposizione in parlamento, in cui le elezioni non siano una sostanziale presa per i fondelli, in cui deve candidarsi la moglie casalinga di uno dei leader dell’opposizione perché, casualmente, finito in carcere.
    La libertà di parola, di pensiero dovrebbe essere condivisa da tutti.
    Qui l’America e le stelle e strisce non c’entrano proprio nulla. Lunga vita alla Bielorussia.

  4. Una domanda a D. Fusaro: visto che nove delle dieci maggiori realtà finanziarie-banche sono in Cina, di quale potenza “oppositoria” scrive? Quella della indegna gestione para maostica e post maoistica dei personaggi al potere, servi ricchi di una precisa fase, in un preciso luogo, del capitalismo globale degenerante? Se la Cina resterà un guscio vuoto come già è avvenuto in gran parte della Europa, avverrà senza colpo ferire… o quasi. Per stare alla attualità, il veleno=virus=capitalismo globale degenerato e degenerante circola e fa danni dove e come (!) può.
    Certo in Bielrussia, Russia e altrove non hanno ancora voglia di fare i servi degli altri. Ma fanno e faranno di tutto per fargli venire o costringerli a strane voglie!
    P.S. Alla vera guerra alla Cina (ovviamente sostenuta da Trump), cominciano a non crederci nemmeno nel Texas. Soprattutto di questi tempi si massacrano solo i poveri disgraziati fuori dai giochi.

  5. Fusaro, io credo che tu esponi nel modo sincero le tue idee. Ma fidati in questo caso stai sbagliando di grosso. Non conosce bene la situazione e ti stai facendo un idea del tutto sbagliata. Usa non c’entrano proprio nulla. In Bielorussia sta protestando il popolo contro la dittatura di Lukashenko che ha perso ogni ragione.

  6. Per chi sostiene tesi complottistiche e crede che sia stato tutto architettato dal USA o europa che sia: che USA ed Europa potrebbero trarre giovamenti da una Bielorussia “filo-occidentale” è un dirscorso, che sia stato tutto previsto e organizzato dagli USA e o dall’Europa è completamente una cosa completamente diversa.
    Se siete così bravi, informati ed Eruditi di politica estera e in particolare di quello che è accaduto in Ucraina o in altri paesi dell’ex Unione Sovietica, dovreste sapere che in Bielorussia governa quello che viene chiamato “l’ultimo dittatore d’Europa”. Se siete così bravi ed eruditi, dovreste sapere che in Bielorussia c’è un regime, con a capo Lukaschenko che governa da ben 26 anni.
    Dovreste sapere che in questa tornata di elezioni del 9 Agosto, tutti gli esponenti dei partiti dell’opposizione sono stati duramente perseguiti, esiliati o messi in carcere.
    Proteste ce ne sono state anche nelle scorse elezioni, poi sedate e sfumate.
    Questa volta la gente si è rotta le scatole, punto, e ha deciso di continuare a protestare vita natuaral durante per mandare via questo qui che sta attaccato all apoltrona da 26 anni. La gente vuole avere elezioni libere e trasparenti. Nessuno in Bielorussia vorrebbe “interferenze” esterne, i cittadini vorrebbero scegliere liberamente senza infuenze, ma, se siete così bravi ed eruditi, dovreste sapere che questo non può avvenire per le influenze della Russia di Putin che non vedrebbe di buon occhio un’uscita della Bielorussia dalla propria sfera d’influenza, e non certo per le “influenze” di altri paesi come USA o UE.
    Perciò la situazione va monitorata ed è importante che vi sia attenzione da parte della comunità internazionale. E’ chiaro che ognuno può avere i propri interessi ma qui ci sono due Signori (Lukashenko e Putin) che pretendono di decidere le sorti di un Paese a prescindere dalla volontà dei cittadini bielorussi.

  7. @Giuseppe Marcolin, Lukashenko diceva ai cittadini che il coronavirus era una “psicosi” e bastava bere vodka… Il suo rifiuto di aiuti umanitari dell’OMS pe ril coronavirus non c’entra niente con le proteste popolari, mettere in relazione eventi che non hanno nessun collegamento è un atteggiamento tipico del complottista. Le proteste sono iniziate in parte prima delle elezioni ed esplose subito dopo il voto, come protesta ai risultati ufficiali diffusi. Il rifiuto degli aiuti umanitari non c’entra proprio niente, perchè ci vedi un nesso?

  8. @Marco, ammetto di non essere molto informato sulla rivoluzione in Ucraina, ma qui parliamo della Bielorussia quindi cosa c’entra quanto accaduto in Ucraina?
    Qui c’è chi protesta perchè si è rotto le palle, si è rotto le palle della situazione economica, dell’atteggiamento di Lukashenko sul coronavirus (diceva che era una psicosi e di curarlo bevendo vodka) e soprattutto del fatto che è lì da 26 anni.
    La gente sta protestando contro il regime.
    Neghereste anche che c’è un regime? E allora se è vero che il regime c’è (come è) ma scusate, ad un certo punto un popolo si può rompere le palle di essere sotto un regime oppure no?
    Ma perchè ci dovete vedere per forza complotti?

  9. @ D. Fusaro: il regime sta mettendo in atto nei confronti di cittadini che manifestano pacificamente le peggiori torture e violenze. Difendere il suo operato vuol dire approvarli ed è davvero agghiacciante.

  10. Ribadisco, le proteste non sono né antirusse né antiputin. Vi ricordo che durante la campagna elettorale Lukashenko, tra i vari deliri, sosteneva che le opposizioni fosse finanziate proprio dai Russi. La Bielorussia è la Bielorussia, non è l’ucraina. Quando, speriamo presto, il Nazidittatore se ne andrà, la Bielorussia rimarrà naturalmente sotto la zona di influenza Russa, mantenendo, si spera, la propria autonomia e sovranità e magari il popolo potrà leggere democraticamente il proprio presidente, evitando l’ennesima pagliacciata di elezioni farsa.

  11. Perdonate. Ma qualcuno crede ancora che sia veramente il popolo a protestare?!?! Poveri illusi. Si dicono rappresentanti del popolo, usano una piccola parte del popolino e poi…

  12. Exco come prendere un qualunque fatto storico e infarcirlo di retorica antiamericana (e non sono neanche un fan a stelle e strisce). Lei non sa minimamente di cosa sta parlando. Il grande popolo bielorusso, in un modo per cui c’è solo da imparare ad osservarlo, sta protestando solo e soltanto per i propri diritti civili brutalmente calpestati da oltre due decenni. Per farsi un’idea si faccia un giro a Minsk o parli con la gente civile non politicamente schierata.

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