Milano, 12 nov – Ricordate quando il bardo cosmopolita Roberto Saviano accusò Giorgia Meloni e Matteo Salvini di essere responsabili dell'”odio” contro la senatrice Liliana Segre? L’accusa non è caduta nel vuoto e oggi  a rispondergli per le rime si ritrova Vittorio Feltri.

Il delirio di Saviano

“Liliana Segre finisce sotto scorta –  scrisse il nientologo Saviano su Twitter – perché siamo diventati un paese pericoloso. E’ odiata perché in quanto vittima della shoah ha deciso di prendere posizione, di intervenire nel dibattito pubblico. Questa è la scelta che la resa odiosa ai sovranisti, ai reazionari, ai fascisti, a tutta la schifezza populista che usa l’odio come strumento di presenza costante sia sui social che nella vita pubblica”. “Quest’odio porta la firma di Salvini e Meloni – continuò, delirante, Saviano – due tra i peggiori politici del nostro tempo, la cui mediocrità alimenta la loro infinita brama di potere. Due guitti che stanno diffondendo odio e ignoranza”.

Feltri: “Chi fomenta odio sei tu”

Ma quello che l’autore di Gomorra forse non si aspetta, è di essere accusato lui stesso di essere un “odiatore”: “Saviano dice che l’odio verso la Segre è colpa di Salvini e della Meloni” scrive il fondatore di Libero su Twitter “ma l’odio verso Salvini e la Meloni chi lo ha fomentato se non lui e i suoi compagni?”. E si chiede, saggiamente: “Forse c’è un odio buono e uno cattivo?”. Evidentemente, per chi come Saviano ritiene di essere sempre, graniticamente, dalla parte del giusto, si. Conosciamo poi i toni “allarmistici”, spesso a sproposito, del bardo napoletano dall’attico di New York. Ricordate quando accusò l’ex ministro dell’Istruzione Bussetti (manco a dirlo) di voler “togliere” la materia di storia dall’esame di maturità?  Saviano non ci aveva capito nulla, in realtà, ma la sua retorica intanto aveva avuto il tempo di distruggere la nostra soglia dell’attenzione.

Sul colpo di scena del caso Segre Saviano tace

Ma non basta: dopo aver scagliato i suoi strali di banalità dalla rete, Saviano non ha trovato, “stranamente”, nemmeno un minuto per commentare i recenti sviluppi sulla questione degli insulti “social” alla senatrice Segre. Quelli che insomma ridurrebbero a meno di zero il caso pompato dall’articolo di Repubblica che parlava di 200 insulti al giorno. Lo svela in un’inchiesta per Termometro politico Nicolò Zuliani. Rifacendosi ai dati dell’Osservatorio sull’Antisemitismo italiano, Zuliani commenta: “Sabato 26 ottobre, su Repubblica, a firma di Pietro Colaprico è uscito un articolo intitolato “Liliana Segre, ebrea. Ti odio” Quegli insulti quotidiani online. All’interno cita un rapporto dell’osservatorio antisemita e sostiene che la Segre riceva 200 insulti al giorno. Il rapporto esce due giorni dopo e dice una cosa diversa; i dati si riferiscono al 2018, non al 2019. Gli episodi di antisemitismo sono 197 all’anno, non 200 al giorno“. Ovviamente, su questa rivelazione il nostro amico Saviano non ha un’opinione. Forse gli sono sfuggiti i recenti aggiornamenti o, forse, è troppo impegnato ad “odiare” dalla tastiera i suoi avversari immaginari per seguire l’attualità politica

Ilaria Paoletti

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