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Roma, 15 Set – Sembra una vita fa, quella pre – Covid. Ancora si poteva partecipare in massa alla Mostra del Cinema di Venezia, le influencer facevano le influencer e i mariti delle influencer facevano i cantanti. Ora tutto ciò è solo un lontano ricordo: stare a forza rintanati in casa ci ha “costretti” anche sui social ad alzare il tiro per tenere alta l’attenzione. Così succede che per influencer e cantanti s’innesti la pericolosa tendenza a voler fare i tuttologi e la Ferragni ci allerti sul pericolo fascista quando il fascismo non c’è più da 75 anni. Sapete cosa c’è, ancora, del Fascismo? La Mostra del Cinema di Venezia. Ma la Ferragni lo sa? A giudicare dai suoi post “nostalgici” forse no.

Correva l’anno 2019 e la Ferragni arrivava splendente alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare il docufilm sulle sue gesta, “Chiara Ferragni Unposted“. La stessa influencer, tra una digressione politica e l’altra, l’ha ricordato sul suo profilo Instagram da 20 milioni di follower proprio il 4 settembre scorso: “Un anno fa oggi: presentavo @chiaraferragniunposted, il documentario sulla mia vita, al Festival del Cinema di Venezia con un epico red carpet circondato da familiari e amici. Indossare un folle abito personalizzato Dior Couture è stato sicuramente il mio momento preferito del 2019″ (tutto scritto rigorosamente in inglese).

Le origini fasciste della Mostra del cinema di Venezia

“La cinematografia è l’arma più forte”, vero, Chiaré? Aspetta… chi l’ha detto? Fai una ricerca su Google, Fedez! Magari tra un fumetto della Shockdom e l’altro ti sciacqui le sinapsi. Ma non vi affaticate, già lo so che mettersi lo smalto con precisione ed avere un figlio piccolo è impegnativo: eccovi un copincolla da Wikipedia per – come diceva Luttazzi/Panfilo – “venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali”: “Il festival nacque da un’idea del presidente della Biennale di Venezia, il conte Giuseppe Volpi, dello scultore Antonio Maraini, segretario generale, e di Luciano De Feo, il segretario generale dell’Istituto internazionale per il cinema educativo, emanazione della Società delle Nazioni con sede a Roma, concorde sull’idea di svolgere la rassegna nella città lagunare e primo direttore-selezionatore. Il pubblico del festival in una delle sue prime edizioni sulla terrazza dell’Hotel Excelsior. La mostra, giustamente considerata la prima manifestazione internazionale di questo tipo, ricevette un forte appoggio dalle autorità fasciste.
Sai Chiara (ma sai anche Pierfrancesco Favino e compagnia cantante) che la Coppa Volpi è ancora assegnata? Eh si. E il conte Volpi, oltre che animatore culturale (colui grazie al quale puoi sfilare vestita Dior sul red carpet), sai cosa altro era? Eccotelo qua, sempre da Wikipedia, che magari tuo marito Fedez, quello che ci tiene a mostrare la sua fornitissima libreria a Giorgia Meloni, si pensa che noi abbiamo dei libri diversi da suoi, pieni di falsità fasciste e cattive: “Ministro plenipotenziario fascista, Governatore della Tripolitania italiana (1921-25), Ministro delle finanze (1925-1928), Primo procuratore di San Marco (1927-1947), presidente della Biennale di Venezia (1930-1943) e presidente di Confindustria (1934-1943)”.

Perché la Ferragni non boicotta la Mostra di Venezia?

Cara Chiara, se applicassi alla lettera la “cancel culture” che tu invochi – tramite SpaghettiPolitics – avresti dovuto non solo boicottare la Mostra del Cinema di Venezia, ma anche chiederne la cancellazione totale, il cambio dei nomi, cambio di location. “Cancellare la cultura” è una cosa che va un casino quest’anno negli Usa, quindi perché non farti promotrice di questo nuovo trend anche qui da noi? Per folle che sia, almeno nei Paesi anglosassoni hanno avuto l’istinto, o il “coraggio”, di abbattere statue e cancellare persino i nomi dei poeti dalle biblioteche. Quindi vi faccio una “modest proposal” alla Swift, a te e tuo marito: lanciate una campagna per far intestare la Coppa Volpi a, bò, George Floyd, Willy Monteiro, Maria Paola Gaglione. E di corsa, che se non lo fate voi, lo farà prima la Murgia e ti ruberà il primato di Barbie Magia delle Feste del Cinema Antifasciste.
Nadia Vandelli

6 Commenti

  1. La ferragni una bimba stupidina ….. favino un attoruccolo DECENTE , umanamente una mERDA !!!
    Contento della COPPA MISSOLINI ????? ma vaffanculo , anche se bravino a fare Buscetta …..

  2. Ma com’è che sono finito qui? In che postaccio mi ha portato google? Quella che scrive (perché non la considererei giornalista) mi sa che ha il ciclo perenne. Che fastidio che provo nel leggere le minchiate che scrive.

  3. Paradosso della storia, Favino sinistro convinto vince un premio intitolato al destro Volpi. Farebbe bene a tacere se non per recitare

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