Roma, 26 nov – Che il dibattito politico e mediatico su certificato verde, restrizioni e gestione pandemica sia ormai inquinato e unidirezionale è cosa ormai risaputa ma che addirittura le istituzioni pubbliche censurino chi osa discuterne la prassi è chiaramente preoccupante e insolito. Ed è quello che è accaduto a Trento dove Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità avrebbe dovuto intervenire nel teatro pubblico “Gigi Cona” di Gardolo in una conferenza di presentazione del suo ultimo libro Conservare l’anima.

Paura della Verità. Borgonovo censurato dal Comune di Trento

Tra i vari temi d’attualità toccati, insieme alle prospettive future del sovranismo, anche il green pass. Apriti cielo. Dopo un’iniziale approvazione, la circoscrizione di Gardolo viene scavalcata dal Comune e “costretta” a fare marcia indietro togliendo la sala – appena due giorni prima della presentazione – con motivazioni che hanno del paradossale. Si parla di “coerenza, chiarezza e responsabilità sociale” in relazione alla situazione “sanitaria generale”. In sostanza non si può parlare di certificato verde e gestione dell’emergenza nella città del sindaco Ianeselli. Una vera e propria censura dal sapore sovietico.

Sarà un caso che proprio l’amministrazione del sindaco “dal pugno chiuso”  – così si era presentato a ottobre dopo la vittoria elettorale – abbia deciso di cancellare una conferenza che sicuramente avrebbe posto validi interrogativi sulla situazione attuale? Forse non lo sapremo mai. Gli organizzatori comunque fanno sapere che è già stato individuato un luogo alternativo che sarà reso noto nelle prossime ore. La conferenza, dunque, si farà nonostante le censure istituzionali.

“E’ tutto surreale, dicano che è scelta politica”

Nel frattempo Francesco Borgonovo, raggiunto telefonicamente dichiara: “Se si tratta di una scelta politica, sarebbe opportuno che venisse detto chiaramente. Non capisco quali problemi sanitari ci possano essere né perché alcuni argomenti non si possano trattare. Mi pare che sia tutto surreale”.

Una cosa è certa però: il Comune di Trento e il sindaco Ianeselli dovrebbero dare spiegazioni, perché impedire il confronto a liberi cittadini – oltreché a giornalisti iscritti all’Albo – rimane una pagina triste della storia della città. Un intervento orwelliano che parafrasando proprio “1984” sembrerebbe suggerire un adagio: pensa come vuoi ma pensa come loro.

Alfredo Degasperi

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