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Roma, 17 lug – Si terrà questa domenica a Fondi la presentazione de “Il crepuscolo degli Dei“, docu-corto dedicato interamente alla città. Doppio appuntamento alle 20.30 e, successivamente, alle 22.00. L’opera verrà proiettata nello storico Castello Caetani, con ingresso gratuito. E’ stata realizzata dai fratelli Francesco e Gianmarco Latilla, esponenti culturali ed artistici del luogo, in principale collaborazione con il Comune di Fondi.



Un’interessante iniziativa per valorizzare il territorio e dimostrare appartenenza alle proprie radici, in un momento storico dove tradizioni e cultura appaiono erroneamente superflue. La nostra nazione soffre da lungo periodo un costante impoverimento culturale, acuito drammaticamente dala pandemia. Distanziamento sociale, impossibilità di organizzare e partecipare ad eventi pubblici hanno reso sempre più complesso raccontare le proprie località e promuoverne le caratteristiche.

Il crepuscolo degli Dei: non una semplice “nostalgia”

Anche in ragione di ciò, “Il crepuscolo degli Dei” assume notevole importanza, soprattutto per la tematica trattata. In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante l’intenzione di inscenare un’opera che richiamasse religione, letteratura e storia è stata notevole. Raccontare della bellezza degli Dei e della loro storia antica può risultare ancora oggi attuale ed innovativo. In una società avversata dal nichilismo, dove conoscere il passato e curare il mito della fede viene considerato antitetico alla laicità, narrare della nostalgia degli dei è rivoluzionario. Un argomento del quale di recente si è, fra gli altri, occupato di recente anche Marcello Veneziani.

Nostalgia non di mere figure dell’antica Grecia o d’antica Roma. Piuttosto sentimento di ritorno eterno che permetta la riscoperta del proprio asse interiore. Riscoprire le nostre radici sarebbe operazione ben più ampia rispetto al semplice istinto di religione. Determinati valori di tolleranza, tradizione, appartenenza e bellezza esulano e superano dalla semplice fede. Ci permettono l’adeguamento e la speranza in un futuro da costruire ed indirizzare in maniera maggiormente adatta alla nostra storia. Esso non potrà che avere la cultura al centro, nella speranza che sempre più cittadini decidano di combattere questa battaglia e non si arrendano a culture a noi differenti e laceranti. La difesa dei territori è punto di partenza per promuovere il racconto della nostra tradizione.

Tommaso Alessandro De Filippo



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