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Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro di Prometeo, giunto a perseguitare i passatisti di destra e sinistra. A tale spirito sembra essere devoto Romain d’Aspremont, il pensatore francese autore di due stimolanti libelli, Penser l’Homme nouveau: pourquoi la droite perd la bataille des idées e The Promethean Right. Un vero e proprio bando di guerra per invitare la destra a uscire dal conservatorismo e a riconquistare la tecnica e le sue radici futuriste.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di aprile 2021

Black Brain

La destra e la tecnica

Lei invita a coltivare un «progressismo di destra», futurista e faustiano. Approccio raro nella destra di oggi. Perché, secondo lei, la destra si è attestata così spesso su un’ideologia tecnofoba?

«Nulla è più naturale dell’avversione delle persone anziane verso le nuove tecnologie, ma che questa freddezza trasudi dalla nostra famiglia politica è costernante. Io associo il temperamento di destra al gusto dell’avventura e alla volontà di spingere più in là le frontiere dell’ignoto, ivi compreso sul piano scientifico e tecnologico. Purtroppo, la destra si è lasciata scippare il concetto di progresso dalla sinistra, per diventare un sinonimo di conservatorismo. Ma cosa c’è di più rivoluzionario del fuoco della tecnica? È una dichiarazione di guerra a tutto ciò che si pretende immutabile. Nel XXI secolo, questo fuoco arriva a minacciare persino la natura umana. Da buoni conservatori, i destrorsi formano già i battaglioni per salvaguardare l’homo sapiens. Sappiamo come andrà a finire: riusciranno solo a rallentare la marcia verso l’uomo nuovo di sinistra, verso il transumanismo di sinistra. I conservatori assimilano l’avvenire (e conseguentemente anche il progresso tecnico) a uno sviluppo ineluttabile del progressismo di sinistra. Credono che l’oggetto (l’avvenire, la tecnologia), plasmato da un determinato soggetto (la sinistra), sia quel soggetto stesso: “L’avvenire e la tecnica sono la sinistra!”. A questo punto, dato che il futuro è divenuto sinonimo di avanzata “progressista”, l’unico rimedio possibile sembra essere il suo contrario, cioè il passato, anziché un avvenire di destra. La destra conservatrice è così profondamente convinta che le nuove tecnologie dissolvano la tradizione e l’identità che concede volentieri alla sinistra il monopolio del fuoco prometeico».

Quali sono, secondo lei, i principali errori della destra nella battaglia delle idee?

«Se la storia dell’Occidente è diventata un lungo processo di sinistrizzazione è perché la destra offre il monopolio dell’uomo nuovo e della nuova società alla sinistra. L’Occidente muore per il fatto che la destra è anti-utopista. Essa si limita a svolgere il ruolo di rallentatrice del progressismo di sinistra, evitando fughe in avanti troppo brutali. È un compito utile, ma unicamente per la sinistra stessa. Per prevenire la reazione si deve procedere a piccoli passi: i conservatori, utili idioti della sinistra, servono a questo. Sono gli agenti regolatori della rivoluzione liberale permanente. Il progetto dell’uomo nuovo dà talvolta l’impressione di fallire, che si tratti dell’uomo nuovo cristiano, dell’uomo nuovo della Rivoluzione francese, dell’uomo nuovo comunista o della cosa nuova asessuata, vegetariana e antispecista che sboccia oggi nelle nostre metropoli. Ma, sul lungo periodo, l’occidentale è sempre più saturo di valori di sinistra. De Gaulle diceva che la “corrente del movimento” era “necessaria” quanto la “corrente dell’ordine”. Ciò illustra bene il tallone d’Achille della destra, che fa fatica a comprendere quanto questo equilibrio le sia intrinsecamente sfavorevole. Un vero equilibrio vedrebbe un progressismo di sinistra opposto a un progressismo di destra. Il conservatorismo è utile al fine di lottare contro la hybris della sinistra, ma in assenza di una destra prometeica, la sinistrizzazione proseguirà. Infine, la destra deve liberarsi della…

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