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Roma, 25 apr – La polemica innescata dalla Lega sul coprifuoco ha trovato l’appoggio anche di tutte le regioni, di qualsiasi colore politico. L’aver permesso le riaperture, solo in zona gialla, dei bar e dei ristoranti la sera, ha molto di contraddittorio per la permanenza delle 22 come orario di rientro alla propria abitazione. Forza Italia, rappresentata da Tajani, ha dichiarato in televisione e sui giornali la sua contrarietà al coprifuoco alle 22. Anzi, faranno pressioni per allentarlo almeno alle 23. Discorso inverso però è quello che è stato fatto in consiglio dei Ministri dal partito di Berlusconi. Il quale non solo ha votato a favore del decreto ma, con Mariastella Gelmini, ha ribadito con convinzione questa scelta alle regioni. L’altro punto molto discusso, dopo l’uscita della bozza del decreto, è l’introduzione di quella che fino ad ora era sembrata solo una remota proposta estremista: il “Green pass”.

Ristoratori: il nuovo decreto rischia di essere più dannoso dei precedenti

C’è chi in televisione e sui social esulta per le riaperture dei ristoranti anche la sera ma senza contare un particolare che forse si cerca di far passare sotto piano. Le riaperture saranno consentite solo all’aperto quindi, chi fino ad ora in zona gialla a potuto arrancare in qualche modo con pochi coperti a pranzo all’interno del locale, utili che magari facevano almeno pagare le piccole spese ordinarie, ora si troverà la saracinesca abbassata. Questo perché, come nella maggior parte dei casi, non dispone di uno spazio all’aperto da adibire al consumo di cibo e bevande.

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La seconda lotta che vede travolti i ristoratori è quella del coprifuoco. Lasciare l’orario per il rientro alla propria abitazione alle 22 crea delle grandissime problematiche e pone il cittadino a pensare che chi scrive e decide questi decreti non riesca a vivere la realtà come noi “normali”. E’ impensabile riuscire a chiudere un servizio di ristorazione serale a quell’orario compromettendo così già il lavoro dilaniato della categoria.

Green pass: da mistificazione europea a realtà

Fino a poche settimane fa, il pass per potersi spostare sembrava un lontano pensiero dell’Unione Europea ma, con il nuovo decreto è diventato realtà. Questo “lasciapassare” permetterà di spostarsi anche in zone arancioni e rosse della nostra nazione. Per ottenerlo basterà avere il certificato di avvenuta vaccinazione o un tampone negativo o la certificazione di guarigione dalla malattia.

Il punto che è rimasto al centro della polemica è la durata della validità in caso di vaccinazione. La durata del pass, infatti sarà di 6 mesi ma poi? Basterà un rinnovo dal proprio medico o Ats oppure servirà una nuova vaccinazione per avere il rinnovo? A questo dubbio se ne aggiunge un altro sempre legato alla durata. Se si parla già di 6 mesi e di eventuale rinnovo, viene spontaneo pensare che il rischio che ci porti verso una “nuova normalità” in cui al Green pass potrebbero essere aggiunte altre informazione legate alla vaccinazione che potrebbe permettere di fare alcune attività, fino all’anno scorso normali e per tutti, solo ad alcuni. Questo metodo rischia in modo travolgente di creare due categorie ben distinti: cittadini di seria A e cittadini di serie B.

Ilario Maiolo

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2 Commenti

  1. Hanno gia deciso di creare CITTADINI DI SERIE A DI SERIE B, per chi non lo avesse capito.
    Parte della destra e della sinistra, stavolta sono insieme. Solo chi si oppone alla dittatura sanitaria è contrario.(Non si intente di essere contrari alla lotta al virus, alle cure ovviamente, solo alle derive liberticide che vengono fatte “in nome” di una “presunta” lotta al virus, mentre nel Recovery Plan, guardacaso, la sanità non è al primo posto…)
    Quello che non dicono, è che al momento, e dovrebbe essere il dubbio più rilevante, non c’è alcuna dimostrazione scientifica che dimostri che un vaccinato non possa essere contagioso. Infatti in Europa ci sono mille dubbi su questo PASS.. Ma in Italia no… hanno voluto anticipare tutti, seguendo il “grande” (sono ironico) esempio di Israele dove ci vuole il pass, anche per entrare in certi supermercati.
    è solo questione di tempo.. A cosa credete che servano le trasmissioni che innalzano al cielo sempre gli stessi esempi(di entrambi gli schieramenti), senza guardare mai
    a)paesi che hanno vaccinato pochissimo ma con il caldo hanno un numero di contagi e morti per abitante ridicolo se paragonato a quello dell’Italia
    b)Paesi come il Cile, dove hanno vaccinato moltissimo ma i contagi volano..
    Insomma, cosa pretendiamo, se la narrazione è sempre unilaterale? Guardano solo gli esempi che gli fanno comodo.. e li innalzano come “unica narrazione possibile”.

  2. Non ci sono e non ci saranno cittadini di serie a e di serie b semplicemente perché i vaccini sono accessibili gratuitamente e per tutti. Se non volete vaccinarvi, pretendendo di poter decidere sulla salute degli altri, è discorso diverso: in questo caso siete voi a relegarvi a cittadini di serie b, in intelligenza.

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