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“Ipotesi neofeudale”, come il Medioevo guarirà la crisi degli Stati nazionali

by Aldo Milesi
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Roma, 3 gen – Essere reclusi dentro casa – sia pure a corrente alternata – bombardati da conteggi mortuari, dirette infinite del presidente del Consiglio, smart working e ogni alienante attività filtrata da piattaforme digitali ha portato la stragrande maggioranza della popolazione ad accettare supinamente lo stato delle cose. Si è invece distinta dall’annichilimento una piccola schiera di individui che, invece, seguita a interrogarsi, magari radicalmente, su che cosa accadrà quando la pandemia – e tutto quel che sulla pandemia è stato costruito – finirà. Andrea Venanzoni, con il suo Ipotesi neofeudale. Libertà, proprietà e comunità nell’eclissi globale degli Stati nazionali (Passaggio al Bosco, 2020) appartiene a questa seconda schiera.

Che mondo ci lascia la pandemia?

Il libro è una impietosa e dettagliata analisi dello stato presente delle cose: il premier Conte resosi taumaturgo, sempre più centrale nella narrazione della crisi; una burocrazia sempre più invasiva e astrusa, proposte di legge e provvedimenti strampalati esibiti tanto per esasperare la popolazione quanto per guadagnare consenso spicciolo; e un mondo che si fa sempre più alienato, frammentato, atomizzato e accelerato nei suoi processi economici e sociali. Il metodo di analisi scelto da Venanzoni è quello della scuola libertarian americana, sospesa tra conservatorismo radicale e anarco-capitalismo.

Due esempi negativi di neo-feudalesimo e l’ipotesi neofeudale

Ipotesi neofeudale parte analizzando due esempi negativi di neo-feudalesimo: il primo, legato allo statalismo esasperato che tenta di blandire la crisi con redditi di emergenza, di cittadinanza, sussidi, navigator, in assenza di una visione autenticamente politica. Il secondo, legato all’emersione di Stati-privati quali sono le grandi piattaforme del digitale, i cui fatturati sono sempre più simili a un Pil nazionale e i cui poteri ricalcano – e spesso scavalcano – in tutto e per tutto quelli statali. Ebbene, in Ipotesi neofeudale Venanzoni tratteggia una terza strada, una in cui il neofeudalesimo possa essere visto come un elemento rinvigorente e positivo.

La terza soluzione

Riprendendo la storia medievale, e passando in rassegna il pensiero di storici e scienziati sociali – Bloch, Pirenne, Weber, Caravale, Schmitt, Ascheri, Grossi – e sommando questi spunti con la metodologia di Mises, Rothbard, Hoppe, Leoni, Nozick, nasce un originale quadro di insieme che rievoca una sorta di anarchia feudale conservatrice.

Così, agli Stati nazionali ormai cadenti nel magma della globalizzazione e del fantasma perenne della pandemia, con le sue misure di distanziamento sociale e di innalzamento di barriere, si oppongono enclave sviluppate su base contrattuale, gestite da privati. A metà tra democrazia di villaggio americana e democrazia aziendale, queste enclave saranno iper-armate, tecnologizzate, e in connessione le une con le altre. L’approccio medievale è teso alla valorizzazione delle potenzialità del singolo e della comunità in cui è immerso, all’inventiva, alla famiglia, alla proprietà privata, agli scambi e alle transazioni, in opposizione all’assistenzialismo e allo strapotere dei giganti del capitalismo. Ipotesi neofeudale teorizza quindi l’esistenza di territori circoscritti che resistano non solo alla crisi economica, ma anche alle forze disgreganti che si stanno sollevando con violenza in tutto il mondo, imponendo il caos globale e la pandemia politicamente corretta che sta disintegrando la società.

A fronte di un potere pubblico che nel corso della pandemia si è atteggiato da sovrano sempre più sovrano, e di un’emersione di poteri «feudali» dei grandi signori del digitale, è possibile, conclude Venanzoni, anche riscoprire, in opposizione a quelle due forme precedenti, la valenza positiva del Medioevo, come spazio di libertà individuale e di inventiva, nel nome della la legge naturale, la Tradizione, la famiglia, i diritti mercatori, la proprietà e la libertà di impresa.

Aldo Milesi

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2 comments

Demetrio merlo 3 Gennaio 2021 - 8:17

Che il buon dio.. Quello di Ratzinger e non di Bergoglio, aiuti il popolino a capire quale colpo di stato globalista sta devastando i paesi della Europa e non solo
. Leu multinazionali si sostituiscono ai parlamenti.. Ordinano e fanno legiferare.. Oramai siamo alla violenza fisica.. Benito salvaci Tu.

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Fabio Crociato 5 Gennaio 2021 - 12:44

L’ enclave con chi grazie alla elettronica è in grado di bloccare tutto? Magari l’ enclave sarà fatta da loro per deficit di risorse… Comunque bene presentare prospettive, idee cicliche, provocazioni. Ma non senza un W. Sombart!

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