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Grosseto, 4 set — A Direzione Rivoluzione, la kermesse politico-culturale di CasaPound, si parla di Italia, Europa e futuro. Nel ricco pomeriggio di appuntamenti, la discussione è aperta da una conferenza sul ruolo della nostra nazione all’interno dell’Unione di Bruxelles. E in particolare sul modo in cui l’Italia può tornare a essere potenza a livello comunitario. Ospiti dell’evento il deputato della Lega Mario Lolini, il senatore leghista William De Vecchis e Carlotta Chiaraluce, portavoce di Cpi nel X Municipio di Roma. A moderare l’incontro è Valerio Benedetti, caporedattore del Primato Nazionale e autore di Sovranismo: la grande sfida del nostro tempo (Altaforte, 2021).



Tornare Potenza: l’Italia può dare tanto a un’Europa alternativa

Per De Vecchis, «non può esistere un’Europa forte senza un’Italia forte». Per questo motivo, il senatore della Lega rilancia la sua idea di rendere Roma capitale culturale d’Europa: «È dalla culla della nostra civiltà che devono ripartire sia l’Italia sia un’Europa ben radicata nella tradizione dei popoli europei. Può sembrare un luogo comune, ma così è: l’Ue è un’Europa delle banche non all’altezza della nostra storia millenaria». In tal senso, il deputato Lolini critica il malvezzo italiano di mandare a Bruxelles solo europarlamentari «bolliti o sul viale del tramonto. Al contrario, devono essere i migliori, e soprattutto i giovani, che devono andare all’Europarlamento a dar battaglia ai rappresentanti della sinistra europea».

Al coro si unisce anche la voce di Carlotta Chiaraluce, che rimarca il ruolo che dovrebbe svolgere l’Italia: «Questa Europa non ci piace e, anzi, non può e non deve piacerci. L’Italia, in questo senso, può dare tanto a un’Europa alternativa e ben piantata nelle proprie radici. Lo può fare con le sue eccellenze, con le sue numerose intelligenze, con la forza che le viene da una storia lunga e gloriosa. Solo a queste condizioni si può parlare di Europa: un’Europa libera composta da popoli liberi e sovrani».

Che cosa significa “tornare potenza”

Più tardi è la volta dell’esponente di CasaPound Simone Di Stefano, il consigliere di CasaPound Italia del X Municipio di Roma Capitale Luca Marsella e Filippo Burla, caposervizio economia al Primato Nazionale e autore del libro Tornare Potenza (Altaforte, 2021).

«Chi afferma che non possiamo concorrere con le altre potenze mondiali ci racconta delle balle», spiega Marsella. «Sono gli stessi che vorrebbero che l’Italia, in futuro, diventasse un enorme villaggio turistico per i visitatori stranieri e “si campasse di solo turismo”. Invece noi dobbiamo auspicare il ritorno all’essere una potenza industriale: dall’acciaio, all’energia, fino alle infrastrutture. Si deve, inoltre, tornare potenza militare: ma non si può esserlo fintantoché il nostro territorio è occupato da forze straniere. Per questo dobbiamo uscire dalla Nato». Lo stesso discorso è ripreso e approfondito da Burla: «Non dobbiamo cedere alla narrazione autorazzista della sinistra: l’Italia è diventata quarta potenza economica mondiale nel 1991, ben prima che l’Ue esistesse. Le competenze e le eccellenze le abbiamo ancora. Dobbiamo solo avere la determinazione di tutelarle e rafforzarle».

Per Simone Di Stefano bisogna avere molto chiaro che «Cercare nel mondo moderno di recuperare gli spazi di nazione-potenza sono necessariamente a scapito di qualche altra nazione». Se vogliamo riconquistare il nostro spazio e tornare potenza «non esiste il “per favore”, ci dobbiamo imporre sugli altri Paesi». Di Stefano ribadisce che la nostra libertà «deve passare dalla moneta sovrana» e la nostra rinascita «dipende dall’uscita dall’euro». Soprattutto, «Non possiamo chiamare “lavoro” qualsiasi occupazione che non ci consenta di guadagnare abbastanza per comprare casa e mettere su famiglia. Non è lavoro fare il fattorino per Justeat, è schiavitù ideata per soggiogare i popoli».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Ci vuole un Roma più forte.
    Una Parigi più forte.
    Una Berlino più forte.
    Una Madrid più forte.
    Una Europa più forte ?
    No
    Vi serve una Roma migliore.
    Una Parigi migliore.
    Una Madrid migliore.
    Una Europa migliore.

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