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Napoli, 6 nov – Ieri mattina all’alba l’artista Jago (al secolo Jacopo Cardillo) ha “abbandonato” un’opera, che secondo alcune fonti ha un valore di un milione di euro –  in Piazza del Plebiscito a Napoli. Dopo il Figlio velato , l’artista, originario di Anagni, ha voluto dedicate alla città partenopea un altra opera. Che è strettamente connessa alla situazione economica generata dai lockdown in tempo di pandemia da coronavirus.

Jago, già famoso per il Figlio velato

Jago è già famoso a Napoli (e nel mondo) per il Figlio velato,  esposta in via permanente nella Cappella della Chiesa di San Severo fuori le mura alla Sanità. E ieri mattina, nella piazza più significativa della città, ha deciso di depositare #Lookdown, gioco di parole tra “lockdown” e il significato della parola, ovvero “guarda in basso”.

Jago: “Guardiamo in basso, alla povertà diffusa”

A differenza di molti artisti contemporanei, Jago, che predilige l’antica arte della scultura, non ama il facile sensazionalismo. “Il significato della mia opera?” dice l’artista “Andatelo a chiedere a tutti quelli che, in questo momento, sono stati lasciati incatenati nella loro condizione“. L’opera, infatti, rappresenta un neonato, raffigurato in posizione fetale, il cui cordone ombelicale è sostituito da una catena di metallo. Come riporta Il Mattino, per Jago “Look-down’ è un invito a ‘guardare in basso’ ai problemi che affliggono la società e alla paura di una situazione di povertà diffusa che si prospetta essere molto preoccupante, soprattutto per i più fragili”. Un pensiero finalmente originale, quello di Jago che, invece di dedicare una scultura a temi con maggior pathos, come ad esempio le vittime del Covid o i “medici eroi”, ha pensato appunto a chi da questa pandemia, se ne è già entrato povero, ne uscirà ancor peggio.

Ilaria Paoletti

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