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Jan Palach e il suo sacrificio, un simbolo per i patrioti europei

by Mauro Pecchia
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jan palach

Jan_Palach

Ripubblichiamo questo articolo a 54 anni dalla morte di Jan Palach, martire per la libertà e simbolo per tutti i giovani patrioti europei.

Roma, 19 gen – Il 19 gennaio del 1969 moriva, dopo essersi dato fuoco in piazza San Venceslao a Praga alcuni giorni prima, il giovane patriota Jan Palach. Con questo gesto lo studente voleva denunciare al mondo intero il clima di sofferenza che la sua nazione stava subendo, dovuto all’invasione dell’anno precedente da parte dei carri armati sovietici. Oggi in quella stessa piazza c’è una bellissima lapide per ricordare il sacrificio di Palach, divenuto un simbolo di libertà per i giovani patrioti di tutta Europa, i quali hanno fatto proprio il martirio di un comune ragazzo come loro, caduto per trasmettere al mondo il pesante disagio che tutti i cittadini cecoslovacchi subirono a causa della repressione comunista.

La sua morte, oltre a sconcertare l’Occidente (rimasto più volte a guardare i popoli est europei schiacciati dalla repressione), provocò delle reazioni molto forti, soprattutto tra i media e i giornali, i quali tentarono sin dall’inizio di sminuire il gesto di Jan, tentando di descrivere la sua figura come ambigua e tormentata. Ma fu tutto inutile, nella zona ovest dell’Europa iniziarono a diffondersi, ogni anno di più, manifestazioni, cortei e celebrazioni nel nome di Jan Palach.

Dovranno però passare vent’anni, con la caduta del muro di Berlino, prima che anche nella sua terra natia si iniziasse a parlare dell’eroe d’Europa. Grazie alla caduta del comunismo, infatti, al giovane studente di filosofia fu concesso di essere tumulato in una “vera” tomba, precedentemente fu sepolto di nascosto in un cimitero di Praga, e di conseguenza il suo nome iniziò a poter essere diffuso anche nell’ex zona rossa del vecchio continente. Oggi esistono in tutta Europa decine e decine di strade, piazze e monumenti in onore di Palach, in molte di esse numerosi giovani ogni anno si recano a rendere omaggio ogni anno alla sua memoria. Nell’era di internet, basta un niente per far scatenare il popolo dei social, con le immagini di profilo dedicate a qualsiasi stella del cinema, oppure per ricordare la morte di qualsiasi personaggio famoso o più o meno noto. L’immagine di Jan, invece, resta impressa soltanto nella mente e nei cuori di chi ancora crede in un’Europa libera e sovrana. Ed è bene che rimanga lì.

Mauro Pecchia

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4 comments

Anonimo 19 Gennaio 2016 - 10:09

Non conoscevo la storia dimenticata dai media .Per fortuna esiste il primato nazionale

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Marcello 28 Gennaio 2018 - 5:19

Ero giovane come lui,avevo ventitre anni, quando Jan Palach si dette fuoco ma il ricordo è vivo.
Grazie per averlo fatto ricordare in mezzo al silenzio assoluto dei mezzi d’informazione

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Sergio 16 Gennaio 2020 - 10:08

Ricordiamoci che fu il primo di altri ragazzi che a distanza di giorni si bruciarono vivi. Furono 5, ed estrassero a sorte chi dovesse iniziare. Jan ebbe l’onore di essere il primo, quello più ricordato di tutti !

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fabio crociato 22 Gennaio 2022 - 1:38

Bene ricordarlo sempre, come altri veri militanti, per essere sempre pronti almeno ad non essere m…e!

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