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Roma, 30 mag – Di questi tempi così complicati si ha l’impressione che ci manchi qualcosa in cui credere. Vengono alla mente le parole di Niccolò Giani: “Senza una fede la vita non merita di essere vissuta. L’uomo ha bisogno di una bussola, di una sua stella polare cui rivolgersi nelle ore di sconforto, come in quelle di gioia, che gli sia di guida per non deviare dalla giusta via. Ecco la necessità imperiosa di una fede in qualche cosa che sia al di sopra di ogni contingenza. Credere nell’ideale come nella Patria, credere in Dio come nella bontà ma credere”. Pensieri che hanno fatto riflettere sui valori che una persona deve fare propri, di quella stella cometa che l’uomo deve avere per andare avanti nei momenti di dura difficoltà.



La sinistra contro John Wayne

Nel marzo scorso Stefano Graziosi sul quotidiano La Verità ha intervistato la figlia dell’attore John Wayne, la quale ha affermato che la sinistra vorrebbe cancellare la figura di suo padre. Una delle figure più nobili del mondo americano, attore straordinario di film acclamati. John Wayne non era però solo un attore, amava la sua Patria e aveva dei principi saldi. La figlia nell’intervista dice: “L’immagine di mio padre è quella di un uomo forte e indipendente. Una persona che è affidabile per i suoi amici, per la sua famiglia e la sua comunità. Questo è il motivo per cui mio padre è stato così amato per 50 anni come attore e come uomo, perché potevi contare su di lui quando avevi bisogno del suo aiuto. Ha usato la ragione ed è stato imparziale in tempi di conflitto. Mio padre era anche di mentalità liberale. Molte persone non capiscono questo di lui. Alcuni dell’estrema sinistra, non vogliono ciò che è equo o indipendente: vogliono solo la loro visione o la distruzione totale. Se fossero di mentalità liberale e se si fossero presi in tempo per capire John Wayne e ciò che rappresenta, sarebbero potuti arrivare ad amarlo e apprezzarlo come hanno fatto tante generazioni di spettatori”.

Parole di accorata difesa che fanno riflettere. Non può essere amato un personaggio come John Wayne in un mondo che mette in discussione i valori, senza più riferimenti. In un vecchio numero del settimanale Il Borghese troviamo un’intervista a cuore aperto all’attore, dove racconta se stesso e i valori in cui crede. Quelli che combattono questi valori sono gli stessi che vogliono cancellare la storia del nostro popolo, le sue radici e la sua identità. Viviamo in un tempo in cui si abbattono le statue di quelli che hanno scritto la storia delle nazioni, di coloro che hanno cercato di fare il bene. Pare che tutto abbia come  regia quella di togliere le certezze a tutti quelli che vivono nell’osservanza della tradizione, della lealtà, che si sono formati in un mondo che sa sempre dare delle risposte.

“Tre secoli fa avevamo un pugno d’uomini”

John Wayne cinquanta anni fa aveva previsto tutto, lanciando dei messaggi pieni di forza. In un’intervista del settembre 1972 spiega: Il mio credo politico non si presta a compromessi: io amo il mio Paese. La mia Patria e la mia famiglia, e la mia famiglia è la mia vita. Tre secoli fa, noi avevamo un pugno d’uomini, qui, sul continente americano: oggi siamo più di duecento milioni. Abbiamo commesso molti errori, molte ingiustizie, molte cose di cui ci vergogniamo, durante il nostro lungo, arduo cammino (tanto lungo per noi, quanto corto per voi europei): ma abbiamo il diritto, in fine dei conti, d’essere fieri di essere americani. Se credete in questo, se essere fieri della propria Patria, fa di me un uomo di destra, d’estrema destra, allora io sono in buona compagnia”.

John Wayne morì nel 1979. Il suo percorso umano come attore è ricordato, ma le parole che ha detto nella sua intervista lo rendono ancora più  importante, soprattutto perché lascia consigli da seguire nelle dure difficoltà della vita: “Io parlo soprattutto ai giovani. Perché? Perché i giovani mi conoscono, perché mi vedono nei miei film, perché mi comprendono e quindi mi amano. Io mi presento davanti a loro come sono. Un padre di famiglia con sette figli e diciannove nipoti. Non ho drammi famigliari, divorzi o scandali da offrire alla loro curiosità. Io, le mie domeniche le passo in famiglia. La famiglia Wayne non è un nome che si stampa sui cartoncini di Natale. E’ una entità politica, una realtà. Famiglia, Patria, Dio. Ecco il mio programma. E questo io lo dico ai giovani”.

Parole in cui si riflettono valori. John Wayne rappresentò il mito di chi aveva coraggio. I ragazzi alla fine del film applaudivano l’eroe, si sentivano pure loro dei combattenti, si immedesimavano in lui. Nella camera  molti ragazzi avevano appeso le locandine dei film, che riuscivano a farsi consegnare dai proprietari del cinema. Quella era l’età in cui l’attore faceva comprendere le vie della giustizia che bisognava percorrere. I giovani d’oggi hanno altri miti, altri idoli. Purtroppo piuttosto effimeri, che nulla hanno a che vedere con quei riferimenti. Sempre rivolgendosi ai giovani diceva: “La vita è il più grande regalo. Ogni mattina, svegliandovi, ditegli  che è il primo giorno di una nuova vita che comincia. Siate riconoscenti a Dio e ai vostri genitori immediatamente,  alla vostra Patria subito dopo.  E’ essa che vi ha dato la possibilità di vivere felici e senza difficoltà”.

Emilio Del Bel Belluz

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9 Commenti

  1. Si ma ebbe l’ardire, con l’attore e amico Ward Bond, di far parte della Società cinematografica per la salvaguardia degli ideali americani, un’associazione conservatrice il cui programma era quello di allontanare i simpatizzanti comunisti dall’industria cinematografica, società di cui divenne presidente nel 1949.

  2. Per me era nato apposta per interpretare Dunson nel Fiume Rosso, era il migliore possibile, nessuno poteva fare meglio di lui l’americano tipo a cui non devi mai pestare i piedi, sennò prima ti ammazza e poi ti legge la preghiera.

  3. Però bel fegato ha avuto quel frocetto di MC; io non ci avrei mai provato a fregargli la mandria, quello menava forte, mica cazzi,

  4. In pochi sanno che JW ovvero Marion Michael Morrison, era Fratello di Sangue di un Capo Navajo e membro onorario di ben tre Tribù Native Americane… Non sono “onori” che vengono concessi alla leggera. Questo veniva spesso interpretato dai radical chic che lo odiavano, come atteggiamento “paternalistico”. Un grande che il giorno dopo l’attacco a Pearl Harbour si presentò all’ufficio reclutamento per essere arruolato come soldato semplice, ma essendo troppo in avanti con gli anni e Padre di tre figli, gli opposero un cortese rifiuto. Mitico !

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