Roma, 4 ott – Qualcuno di voi ha mai visto la serie televisiva Boris? In breve, ci sono gli sceneggiatori di questa soap opera fittizia che di fronte ad una puntata di estremamente bassa lega ricorrono ad un espediente “scopereccio” all’improvviso: “Facciamoli scopare, così, de botto, senza senso” propone uno. “Genio!” gli fanno eco gli altri. Dev’essere andata così tra Pd e M5S quando Letta ha tirato fuori dal cilindro l‘idea di far votare i sedicenni. Probabilmente era lì a fare avido scrolling delle manifestazioni dei Fridays for Future e avrà pensato: “Serbatoio di voti!“. Messa da parte l’ardita mossa da stratega di Letta, immediatamente raccolta da Di Maio e company, sorge spontaneo un dubbio: ma guardandoci intorno, tra cinquantenni del web e pensionati militanti, non sarebbe forse giusto a questo punto concedere il voto ai sedicenni? Questa è una provocazione, ça va sans dire, a là Jonathan Swift, che con la sua satirica “modest proposal” suggeriva agli inglesi di mangiare tutti i bambini irlandesi. Ma dietro ogni scherzo c’è sempre una parte di verità. Eccovi cinque buone ragioni per concedere il voto ai sedicenni.

5) Paola Taverna

Paoletta nostra è arrivata in alto; dalla strada ad essere vicepresidente del Senato. E in sé, non ci sarebbe niente di male, se non fosse che ha mantenuto quel savoir faire tipicamente rugante delle borgate romane, accompagnato però, da uno scarso se non inesistente senso dell’umorismo che avrebbe almeno tamponato la poca creanza. A queste due qualità si aggiunge, poi, l‘assoluta incoerenza di una politica che parla come “noi”, ci vuol far assolutamente capire che è una di “noi” e poi accetta, al primo scossone di poltrona, l‘inciucio storico col nemico giurato, i patriarchi della cosiddetta casta, il temuto Partito Democratico. Non so voi, ma conosco sedicenni più educati e più coerenti della Taverna.

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4) Michela Murgia

La Murgia corre a frignare dai suoi discepoli del web ogni qualvolta qualche improvvido commentatore la contesta o le fa accenno al suo aspetto fisico. Invece di scuotere le spalle o di farcisi una risata, la Murgia ne fa una improrogabile battaglia per la difesa del gentil sesso (il gentil sesso ringrazia, ma non ce n’era proprio bisogno). Dal fare endorsement a iniziative quali Odiare ti costa, l’esercito di segnalatori del libero pensiero sui social, alla creazione dell’ormai celeberrimo “Fascistometro”, è evidente che abbiamo di fronte una persona ossessionata da alcuni nemici in gran parte immaginari e assolutamente incapace, soprattutto, di rappare in freestyle. Ricordate la penosa manfrina, completamente architettata, della risposta al rapper “sovranista” in diretta radio? Ci sono molti sedicenni che hanno più senso dell’umorismo, le priorità ben stabilite e soprattutto una effettiva abilità a rappare della Murgia.

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3) Nicola Fratoianni

Fratoianni è il fac simile di tutti i rappresentanti d’istituto dei cosiddetti “collettivi” che tutti noi abbiamo avuto. Barbetta incolta, abbigliamento finto povero, argomentazioni di un banale sconcertante sempre incentrati sui poveri oppressi e i cattivi e corrotti oppressori, in una dialettica che si è spostata dai banchi di scuola ai collegamenti con Myrta Merlino senza cambiare di una virgola. Dall’accusare tutti i cittadini scesi in piazza a Roma di inneggiare al Duce al chiedere allo Stato italiano di ringraziare le Ong (lui è deputato, eh!) distribuisce impietosamente banalità “rosse” come un rullo compressore. Conoscete adolescenti più originali di Fratoianni? Probabilmente voi stessi, a sedici anni, eravate delle menti politiche machiavelliche rispetto a lui.

2) Roberto Saviano

C’era sempre quel ragazzo al liceo, quello che si innamorava di te e allora erano tutte rose e fiori e tenerezze inaudite, ma che se per caso veniva respinto diventava un personaggio shakespeariano tra canzoni dei Cure e atteggiamento grave – dietro il quale, probabilmente, si celava solo un disperato bisogno di attenzione. Ecco, questo è Roberto Saviano, uno che ha fatto successo con un solo libro, dal successo mai bissato nonostante la straordinaria sovraesposizione mediatica di cui ha goduto e i potenti appoggi, s’è fatto l’aura da martire e adesso dal famigerato attico di New York pensa, con l’atteggiamento del bel tenebroso (avete presente le pause piene di pathos e i sorrisi accennati nei suoi monologhi da Fazio? Andatevi a vedere l’imitazione di Checco Zalone, è la stessa cosa) ora crede di poter pontificare su ogni svariato argomento, anche quando è pacifico e conclamato che della discussione in realtà non sa un bel nulla. Sedicenni migliori di lui ce ne sono a migliaia, ma forse anche tra i tredicenni non  ne mancano.

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1 Luigi Di Maio

Padronanza dell’inglese? No. Dell’italiano? Nemmeno. Carisma politico? Ni. Autorevolezza? Insomma … Ecco, stiamo parlando di Giggin o’ Bell’, nuovo ministro degli Esteri italiano. A Di Maio mancherebbe tutto, proprio tutto per essere il leader di un partito di governo, eppure, come nella sceneggiatura di un film di John Landis, per una serie di assurdi si è ritrovato prima ministro di ben due ministeri importantissimi e ora “solo” ministro degli Esteri, dopo un rimpasto che gli ha tolto l’ultimo scampolo di coerenza rimasto nella tasca del suo completo grigio. Conoscete ragazzi di sedici anni che saprebbero pronunciare correttamente il nome del presidente cinese? Io si. Eccovi un’altra ragione. Adesso la prospettiva di dargli il voto non è più così assurda.

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Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. Sicuramente mio figlio che ne ha 14 e non gli interessa un tubo della politica, quegli esseri citati non se li caga manco di striscio.

  2. Articolo ironico e assai piacevole se non fosse per i personaggi autoreferenziali e stantii che appaiono in fotogrammi da incubo………. Sarcasmo a parte,visti gli illustri intellettuali maestri del vuoto a rendere diamo pure il voto ai sedicenni………. Auguroni.

  3. È vero. Se personaggi come giggino sono capi politici di partito e ministri, allora chiunque puo ricoprire gli stessi incarichi. E c’ è pure chi critica l’ “ideologia della incompetenza”! Ed è un’ irsuto “punto di riferimento” di coloro che l’ hanno inventata! L’ Italia è un paese povero perché e un POVERO paese!

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