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Roma, 10 dic – Non ce ne voglia chi a destra ha “perculato” le sardine fin dal principio (tra cui anche collaboratori del Primato), ma stavolta bisogna togliersi il cappello e ammettere che i compagni di Potere al Popolo hanno vinto tutto. Di fronte alle lettera pubblicata sulla loro pagina Facebook dal titolo “Mattia Santori, perché non ci vuoi bene?“, c’è solo da mettersi comodi e fare scorta di popcorn. Troppo il gusto di vedere gli stracci volare a sinistra. La pietra dello scandalo è una intervista rilasciata a Repubblica dalla sardina in capo in cui attacca frontalmente proprio i compagini di Pap: “Mi ha stupito che il Pd e i 5 stelle, il cui elettorato rappresenta gran parte delle nostre piazze, abbiano rispettato la nostra autonomia”, dice Santori. “I partiti più piccoli invece hanno provato a strumentalizzarci. Potere al popolo, in maniera sporca, si è infilato nella piazza di Firenze. Così Rifondazione che è venuta a fare volantinaggio dove non doveva”. 

Potere al Popolo gonfia il petto

Alle accuse pesanti di Santori, Potere al Popolo con un certo risentimento, mascherato però da un’ironia garbata: “Cos’è che è andato storto? Che ci rimproveri, Mattia? Chiariamo le cose importanti. Ci deve essere un equivoco grande come una casa: noi nelle piazze non ci infiliamo, noi nelle piazze ci siamo sempre stati. C’eravamo lo scorso anno, assai prima delle sardine, insieme ai coraggiosi che osavano contestare il neonato governo gialloverde, quando Salvini pareva intoccabile”. Insomma i compagni duri e puri ci tengono subito a mettere il punto, rivendicando la primazia nella battaglia antisalviniana rispetto alle annacquate sardine, vantando anche una maggiore “street cred” nelle piazze. Qualcuno sta rosicando per la ribalta dei cocchi di Repubblica e Formigli: ai ragazzi di Viola Carofalo non piace questo elemento. 

Santori “l’amico dei petrolieri”

E quindi dopo un lungo elenco di battaglie politiche di cui Potere al Popolo rivendica il primato sulle sardine, ecco che arriva la prima stoccata contro Mattia Santori, reo di essere “amico dei petrolieri”.Bei mesi quelli, girammo per le spiagge, per le province, casa per casa, ma non ci siamo mai incontrati, Mattia”, prosegue la lettera di Pap. “Forse perché intanto tu scrivevi articoli per appoggiare le trivellazioni, mentre un movimento fatto di cittadine e cittadini armato solo della voglia di partecipare e cambiare la politica – anche se non si chiamavano sardine – immaginava un futuro ecosostenibile, per tutti. Noi non stavamo coi petrolieri, caro Mattia, e forse per questo non ci siamo incontrati, non ci hai conosciuto…peccato”. Il riferimento è ad alcune posizioni pro trivellazioni espresse da Santori in passato. 

Santori il renziano e la vicinanza col Pd

Dopo l’accusa di essere amico dei petrolieri, Potere al Popolo rinfaccia alla sardina Santori anche le passate simpatie renziane. Dopo aver rivendicato le battaglie contro il referendum costituzionale del 2016, i compagni scrivono così: “Neanche in quel caso c’incontrammo, forse perché, come hai dichiarato in tv qualche giorno fa, Renzi in quel periodo ti piaceva… Poco importa, no?”. Conclusa la parentesi sule opinioni politiche passate di Santori, la lettera di Potere al Popolo punta a colpire il movimento delle sardine su due aspetti che fin da subito abbiamo rivelato: il vuoto pneumatico della loro proposta politica e la contiguità con il Pd e Bonaccini in Emilia Romagna. 

“Ci sono argomenti tabù di cui noi, e tutti gli altri, non eravamo a conoscenza? Se nelle piazze delle sardine non si può parlare di redistribuzione della ricchezza non lo sapevamo. Così come non sapevamo che è vietato fare volantinaggio, come si legge sempre nella tua intervista”. Pap accusa dunque le sardine di non avere idee, di non schierarsi e di utilizzare di fatto l’apartiticità come una scusa per mascherare il vuoto politico. Al tempo stesso il dito viene puntato contro la loro vicinanza al Pd. “Ci accusi di aver fatto peggio dei partiti di Governo. Il Pd, in particolare, avrebbe lasciato “autonomia” al movimento, a differenza dei nostri cartelli. Qualche riga più su, nell’intervista, dicevi: «In Emilia abbiamo una fortuna che non tutte le Sardine d’Italia hanno: siamo rappresentati da un centrosinistra senza estremismi». Infatti ti abbiamo visto pure, ripreso dai giornali, nella piazza a sostegno della campagna elettorale di Bonaccini, però hai detto che ci stavi “a titolo personale, non come sardina”. Per carità, nessun problema, se non fosse che delle sardine sei diventato il portavoce. E il personale, in questi casi, diventa politico”. 

Sardine movimento “blindato”

L’ultimo attacco di Pap smonta un altro “feticcio” delle sardine: la storia del movimento spontaneo nato dal basso e della partecipazione aperta a tutti. “Come funzionerà il prossimo 15 dicembre?”, chiede Pap. “Abbiamo letto su un altro giornale che hai dichiarato che il 14 dicembre, a Roma, dopo il sardina-day, sono state convocate 150 persone, rappresentanti di circa 70 località dove si sono tenuti o si terranno i flash mob. Chi ha scelto queste persone? Come ci si può rivolgere a loro per farli esser portavoci di un’istanza? Dove si terrà l’incontro nazionale? Sarà possibile assistere o almeno sapere cosa c’è all’ordine del giorno?”. Insomma le sardine non piacciono ai compagni “tradizionali”. Ma la domanda più importante Pap la pone nei commenti: “MA SOPRATTUTTO, MATTIA, PERCHE’ FRANCESCA PASCALE SI E NOI NO?“. 

Davide Di Stefano

5 Commenti

  1. 1. Per trovare le sardine basta andare al reparto supermercato nella sezione “opinioni sotto sale”.
    2. Francesca Pascale “alza l’auditel”. Così cantavano ai tempi della sua sfolgorante carriera da soubrette a telecafone.

    V.

  2. La sinistra perde voti perche’ non ha idee e la classe lavoratrice è stufa di veder sfilare studentelli, femministe e LGBT mentre chi lavora fa la fame

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