Roma, 2 giu – Loris Tjeknavorian è un compositore e direttore d’orchestra riconosciuto a livello internazionale e uno dei personaggi culturali più celebrati in Armenia e in Iran. Ha diretto orchestre in tutto il mondo e ha composto 6 opere, 5 sinfonie, opere corali, concerti per pianoforte, violino, chitarra, violoncello e pipa (liuto cinese), oltre a musica per documentari e lungometraggi. Le sue composizioni sono state eseguite da importanti orchestre di ogni parte del mondo.


L’influenza di tre culture

Nacque nel 1937 a Borujerd, in Iran, da genitori armeni immigrati; la rivista londinese Gramophone nel 1976 così riportava la sua infanzia: “Suo padre era originario dell’Armenia orientale e sua madre era fuggita dall’Armenia occidentale durante il massacro del 1915 […] Fu influenzato da tre culture: armena, iraniana e occidentale, […] Loris a otto anni ricevette un violino. Sebbene senza un insegnante, il ragazzo iniziò a studiare seriamente; in poco tempo compose un numero di pezzi per pianoforte, senza alcuna istruzione formale. A sedici anni formò un coro composto da quattro parti e organizzò e diresse la sua orchestra a Teheran. Un anno dopo era pronto a partire per l’Accademia di Musica di Vienna […]”.

Gli spostamenti

In seguito a questo fruttuoso periodo di formazione, Tjeknavorian tornò in Iran nel 1961, dove insegnò al Conservatorio di Teheran e fu nominato direttore degli Archivi musicali di Teheran. Ritornò per un breve periodo in Austria nel 1963 e in seguito si trasferì negli Stati Uniti nel 1965, dove iniziò a studiare direzione all’Università del Michigan. Nel 1970, il ministero della Cultura dell’Iran gli offrì il ruolo di direttore principale della Rudaki Opera House di Teheran. L’ampio studio di Tjeknavorian sugli aspetti tecnici degli strumenti tradizionali iraniani culminò nella composizione del dramma Simorgh, la prima composizione polifonica interamente realizzata per strumenti iraniani e basata sui temi del mito zoroastriano e della poesia mistica persiana. Nel 1975 si trasferì a Londra, dove riscosse un grande successo e la Rca, tramite il Gramophone, lo proclamò “il più grande direttore della sua generazione”. Nel 1978 Tjeknavorian organizzò il Music Armenia, descritto dal Gramophone come “il primo festival armeno in terra straniera”.

Il terremoto in Armenia

Poco dopo essersi stabilito a New York nel 1986, il destino di Tjeknavorian fu cambiato dal devastante terremoto armeno del dicembre 1988. Tjeknavorian organizzò un concerto di beneficenza alla Carnegie Hall per raccogliere fondi di soccorso per le vittime, e infine si trasferì egli stesso in Armenia alcuni mesi dopo, essendo stato nominato direttore principale e direttore artistico della Armenian Philharmonic Orchestra (Apo) di Yerevan.

Fede e Cultura

Tjeknavorian fu anche determinante nella campagna del 1991 per l’indipendenza armena e, dopo l’indipendenza, fece parte del comitato per ripristinare la bandiera armena pre-comunista e lo stemma nazionale. Tjeknavorian ribattezzò anche le due vie principali di Yerevan, da Lenin e l’Armata Rossa a Mesrop Mashtots (creatore dell’alfabeto armeno) e Gregorio Illuminatore (fondatore della chiesa armena nel 301 d.C.). Questo atto riflette la sua filosofia di “Fede e Cultura” come le basi su cui ricostruire la nazione armena.

Il ritorno in Iran

Nel 2000, Tjeknavorian si è dimesso dall’Apo onde dedicare più tempo alla composizione ed è tornato a vivere in Iran, dove attualmente risiede. Dal 2009 ad oggi ha continuato a dedicarsi alla composizione, alla pittura e alla scrittura di racconti, tra i suoi lavori più recenti le opere Zahak (basato sul Shahname di Ferdowsi), Mowlana e Shams-e Tabriz (basato sulla poesia di Rumi). Ha inoltre composto una sinfonia per una delle figure religiose più rispettate in Iran, da musulmani e non, l’imam al-Husayn, dichiarando in un’intervista: “Quanti individui conoscete che abbiano subito così tante sofferenze quanto Gesù Cristo e l’imam al-Husayn e nonostante ciò siano rimasti saldi nella loro fede?”. Nel 2015-16 Tjeknavorian ricevette l’incarico di scrivere due composizioni per coro ed orchestra: Salam (pace), basato sulle poesie di Ferdowsi, Sadi, Hafez e Rumi, e un Requiem dedicato alle vittime della guerra imposta Iraq-Iran.

I riconoscimenti

Tjeknavorian ha ricevuto riconoscimenti per l’impatto dei suoi concerti religiosi settimanali in Armenia durante i primi anni ’90 da leader religiosi non armeni, incluso il Patriarca della Chiesa ortodossa orientale, e la Croce d’oro dal capo della Chiesa rumena. Oltre a ciò ha ricevuto la Medaglia d’oro dal Ministero della Cultura dell’Armenia per i servigi resi alla cultura armena. Inoltre il ministero della Cultura della Repubblica Islamica dell’Iran gli ha conferito il Dottorato onorario per i suoi contributi culturali.

“L’Iran è la mia patria”

In occasione del suo ottantunesimo compleanno in un’intervista con l’Irna, alla domanda sul perché avesse scelto di vivere in Iran, ha risposto: “L’Iran è la mia patria. I miei antenati hanno vissuto in questa terra. Sono nato in Iran e sarò sepolto qui. Sono emotivamente e culturalmente attaccato a ogni centimetro di questo paese e non mi sento a casa in nessun luogo, se non in Iran. Come ho detto, amo incontrare persone provenienti da varie parti del mondo, ma l’Iran è il centro della mia gravità. Ho studiato e pensato musica in America e in un certo numero di altri paesi. Mi sono esibito in molti paesi in cui avrei potuto avere buone condizioni per lavorare e vivere, ma l’Iran rimane la mia prima e ultima scelta per vivere. Sono felice di essere iraniano e di creare le mie composizioni in Iran mentre ho contatto diretto con i miei connazionali, riflettendo la loro felicità e tristezza. Apprezzo profondamente che tu abbia ricordato il mio anniversario di compleanno e mi dia la possibilità di parlare della mia vita. Ho qualcosa qui che potrebbe non essere con me con la stessa qualità in nessun’altra parte del mondo” .

Hanieh Tarkian

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