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Nuoro, 3 apr –  La Corte d’appello di Sassari ha respinto il ricorso della scrittrice femminista Michela Murgia, già “bastonata” dalla sentenza di primo grado del Tribunale civile di Nuoro, che l’aveva condannata nel febbraio 2019 per inadempienza contrattuale nei confronti della casa editrice «Il Maestrale».

Michela Murgia e la condanna per inadempienza

Per il giudice del tribunale civile di Nuoro Riccardo Massera, Michela Murgia avrebbe omesso di portare a termine e quindi di pubblicare il romanzo Spirito di Corpo, nonostante fosse già stato prenotato nelle librerie e anche pubblicizzato durante il Salone del libro di Torino nel corso dell’edizione del 2011. La Murgia, dopo la condanna a pagare la somma di 18mila euro più interessi e spese legali (per un totale di circa 23mila euro), aveva presentato ricorso in appello, difesa dall’avvocato Federico Delitala.

La casa editrice: “Grande soddisfazione”

E oggi  a Sassari, la Corte presieduta dalla giudice Maria Teresa Spanu, ha confermato la sentenza di primo grado per Michela Murgia, confermando la sua inadempienza nei confronti della casa editrice cui aveva promesso il romanzo. Il Maestrale, la casa editrice che aveva fatto causa all’autrice di Stai zitta, assistita dall’avvocato Paolo Tuffu, ha espresso comprensibilmente «grande soddisfazione per aver visto riconosciute tutte le proprie ragioni».

Il libro sparito (e il blog pure)

Tutt’ora il libro che mai vide luce, Spirito di corpo, compare online come opera della casa editrice citata. Nel 2011 la Murgia pubblicizzava sul suo profilo Facebook le “puntate” scritte su un blog omonimo (ora non più raggiungibile), probabilmente la fonte d’ispirazione per quest’opera letteraria che, non ce ne voglia la casa editrice che ha vinto la causa, non scalpitiamo per leggere.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. ora si spiega la sua stazza…evidentemente fatica ad andare “di corpo” da un bel pó…pero dalla bocca di merda gliene esce parecchia invece ahah

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