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“Occhi luminosi, capelli divini”: Radio Maria pubblica carta d’identità di Gesù

by Ilaria Paoletti
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Gesù Cristo

Roma, 10 ott – C’è chi ci si è fatto quattro risate e chi, invece, grida al sacrilegio. Ad ogni modo, il post di Radio Maria dove si vede un documento d’identità appartenente a Gesù Cristo ha fatto molto discutere.

La carta d’identità divina

Radio Maria, tra un rosario in diretta, il vademecum della buona confessione e i buongiorni mariani tutti i giorni della settimana, raramente si concede la libertà di ironizzare sulle sacre figure. Questa volta ha deciso di farlo pubblicando una documento d’identità appartenente nientemeno che a Gesù Cristo. “Cittadinanza: cielo terra e in ogni luogo”; “Via: del Paradiso”; “Stato civile: Figlio di Maria”. La perla, poi, è la firma del sindaco: “San Pietro”. E sebbene nell’immagine (magari un po’ trash) non si legga assolutamente della malafede o voglia di dissacrazione – da parte di Radio Maria, poi! – sui social si è scatenata una bufera.

Scherza coi fanti …

Apriti cielo, verrebbe da dire senza paura di sembrare dissacranti: “Mi viene da vomitare per la bruttezza di questa cosa. Fede o non fede, dico: di una bruttezza rivoltante” commenta qualcuno. “Ho dovuto controllare se fosse la vera pagina e non un troll perché è troppo blasfemo sto post“, commenta un altro utente. E qualcuno polemizza: ” Un palestinese con gli occhi azzurri e la cittadinanza italiana. Voi si che state avanti!”. E fioccano pure pretese di chiarimento: “Avete fatto una pagina per evangelizzare e va bene, ogni tanto padre Livio espone il suo pensiero e va bene, ma adesso qualcuno mi spieghi questo, esigo delle risposte perché mi sento presa in giro, qualcuno mi spieghi che cosa vuol dire stato civile figlio di Maria, sposato, celibe, nubile, figlio di maria?????” (sic) “radio Maria vi prego un po’ meno state un pochino esagerando così non evangelizzate vi ridicolarizzate“, commenta una donna, scandalizzata.

Insomma, Radio Maria forse non si aspettava un’ondata di commenti indignati a fronte del pulpito (un radio che mai sognerebbe di ironizzare su Gesù Cristo) e l’evidente innocenza della grafica proposta. Qualcuno, però, non se l’è sentita di affondare ulteriormente il social manager della Radio e commenta: “Anche io posso vantare “capelli divini”…”. Qualcun’altro, invece, è corso a creare un profilo Facebook riportante il nome del Messia solo per commentare: “Avete violato la mia privacy“. “Se qualcuno conosce il codice catastale di Betlemme, è fatta” scrive un altro utente “abbiamo il codice fiscale di Gesù Cristo”. Forse Radio Maria con questa mossa ha evangelizzato più italiani del previsto …

Ilaria Paoletti

 

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3 comments

rino 11 Ottobre 2019 - 12:41

Almeno hanno scritto che è nato in Palestina e non in Israele: di questi tempi è già una grande cosa!

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Porfirio 11 Ottobre 2019 - 2:34

Secondo me l’immagine che più si avvicina al vero volto di Gesù è quella della sindone che a tutt’oggi rimane un’immagine misteriosa e dalla data incerta di certo quel volto orgoglioso dai lineamenti nordici i capelli lunghi e chiari il corpo scolpito come un guerriero spartano l’alta statura fanno pensare più a un vichingo che non a un semita il che mi fa dire che quei teologi che negli anni 30 sostenevano che Gesù era ariano e non ebreo forse non erano poi così distanti dalla verità il suo messaggio è in parte riconducibile a un’etica ariana (sono venuto a portare la guerra – la cacciata dai mercanti del tempio – la lotta spietata contro i farisei) poi ebraicizzato da alcuni suoi discepoli in primis il perfido paolo

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Massimo Ravecca 12 Ottobre 2019 - 10:38

Gesù si rivela genio nelle sue azioni e parabole. Gesù nella risurrezione dell’amico Lazzaro, contenuta nel vangelo di Giovanni, realizzerà la seconda richiesta del ricco epulone enunciata nella precedente parabola del ricco epulone, dove quest’ultimo chiede ad Abramo di mandare Lazzaro dal regno dei morti ad avvisare i vivi. Gesù che ne aveva il potere mettete in pratica la parabola (o esperimento mentale potremmo dire oggi, “che cosa succede se un morto torna in vita?”), risuscita l’amico Lazzaro e non solo sostanzialmente non viene creduto, ma vengono qui decise la morte di Gesù e anche di Lazzaro. Gesù poi morirà e risusciterà e il problema, anche se in maniera diversa si ripropone. L’omonimia, non casuale dei due protagonisti, (i nomi propri nei Vangeli sono pochi, e Lazzaro è l’unico nome attribuito ad un personaggio di fantasia), rafforza il processo speculare, a matrioska, come in una stanza degli specchi, tipico del genio, di Gesù, ma anche dei grandi artisti. Gesù modello archetipo del genio. https://www.amazon.it/Genio-Ges%C3%B9…/dp/B0775YMD9L/

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