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L’odiatore dell’odio: definizione di una categoria

by Flavio Ferraro
8 comments
odiare odio

Roma, 4 mag – Una delle più affascinanti incarnazioni della galassia progressista contemporanea è la figura dell’odiatore dell’odio. Sì, avete capito bene. Nel suo mondo idilliaco – fatto di navi delle Ong che soccorrono i migranti per amore degli ultimi, pinguini gay e una Weltanschauung che sembra uscita da una pubblicità della Benetton – c’è infatti una cosa che questo eroe dei nostri tempi non riesce proprio a sopportare, e cioè l’odio. Dovete sapere che l’odiatore dell’odio vede l’odio dappertutto: nel cocktail Negroni, nel nome vagamente reazionario del carlino della vicina, nei finocchi del fruttivendolo sotto casa, persino tra i sette nani. A suo dire l’odio imperversa nella nostra società: complotti rosso-bruni, zucchine sessiste, braciolate etero-patriarcali popolano gli incubi dell’odiatore dell’odio.

L’odiatore dell’odio è un professionista dell’odio

Possiede alcune caratteristiche che lo rendono inconfondibile: assiduo lettore di Repubblica, open minded (“io non sono italiano, sono cittadino del mondo!”), fervido apostolo dei diritti Lgbt, feticista della raccolta differenziata, in genere predilige il tofu al manzo, ama l’umanità e odia il proprio vicino. Nella sua lotta contro questo presunto mondo di haters, egli assurge al ruolo di beghina, di moralizzatore il cui scopo è quello di migliorare una società che lui reputa rozza ed ignorante. Ma in questa sua crociata finisce egli stesso per odiare: in effetti nessuno odia quanto l’odiatore dell’odio. Così lo vediamo costantemente intento a invocare leggi liberticide, a ridurre le opinioni altrui ad altrettante malattie (omofobia, transfobia, xenofobia ecc.), a raccogliere firme per annullare la conferenza del pensatore non allineato, ad augurare un tumore all’elettore di destra e così via in un profluvio di amore. Tutto questo, va da sé, in nome della libertà, della democrazia e della fratellanza universale.

Una visione manichea

L’odiatore dell’odio ci invita infatti a restare umani, ma al contempo non riconosce l’umanità del suo avversario, che decade al rango di subumano a cui va negato persino il diritto di voto e di parola. Nella sua visione manichea il mondo si divide in due categorie, i buoni e i cattivi. I buoni – cioè tutti quelli che la pensano come lui – sono i rivoluzionari in lotta per un mondo migliore, i sanculotti in guerra contro la famigerata triade “Dio, patria e famiglia” la quale, come si sa, è in cima all’agenda politica di tutti i governi. A dire il vero si tratta di rivoluzionari la cui visione del mondo è curiosamente identica a quella di Goldman Sachs e dei Ceo della Silicon Valley, ma questa incongruenza sembra sfuggirgli: perché in realtà, nonostante sia un lettore di Michela Murgia e un follower di Andrea Scanzi, non è poi così intelligente come sembra.

Viva il capitalismo globalizzato

Così come non comprende che quei “muri” da lui tanto esecrati (i valori tradizionali, lo Stato nazionale, la famiglia, il posto fisso ecc.) sono le ultime difese che le classi povere possono opporre agli assalti del capitalismo globalizzato, e dunque ciò che lui chiama openness per i poveri non è altro che una prigione. Ma anche questo sfugge all’odiatore dell’odio, il quale sogna un mondo senza confini a metà strada tra Imagine di John Lennon e la stagione peggiore dei Teletubbies, e che è riuscito negli ultimi tempi a dar prova di una straordinaria duttilità, passando in un batter d’occhio dal celebre “abbraccia un cinese” all’elogio della legge marziale, con tanto di appelli alla delazione. Insomma, ora avete capito il soggetto. Così se vi guarda in maniera torva mentre per l’ennesima volta portate a spasso il vostro cane (magari dal nome vagamente reazionario), non fateci caso. Vi sta odiando. Ma a fin di bene.

Flavio Ferraro

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8 comments

Cesare 4 Maggio 2020 - 8:52

Complimenti all’ autore dell’ articolo che spiega benissimo quelli a cui molte tv e media mainstream, in mano a poteri occulti stranieri e ai loro burattini nostrani, hanno lavato il cervello

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rino 4 Maggio 2020 - 9:15

Bellissimo pezzo!

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Fabio Crociato 4 Maggio 2020 - 10:01

Odiatore dell’ odio perché odia anzi tutto se stesso: E non riesce a capacitarsene.

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Peter 5 Maggio 2020 - 12:33

“L’odiatore dell’odio” purtroppo, sono tra noi..
Grazie per l’articolo

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Elisa Ceolin 5 Maggio 2020 - 11:12

Poetica descrizione di una specie, purtroppo, non in via di estinzione

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Luca 6 Maggio 2020 - 10:45

Bravo ottimo articolo, insieme all’articolo sui radical chic contro il Dtt De Donno. Questi demchic sempre più isterici tuttologi di parola sibillina e piede malfermo perchè ungulato, sono i veri responsabili di questi poveri e ciechi odiatori.

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L'ecologista terminator: parola d'ordine "estinzione" | Il Primato Nazionale 31 Maggio 2020 - 12:11

[…] 31 mag – Dopo l’odiatore dell’odio e il globalista distanziato, è giunto il momento di celebrare (si fa per dire) un’altra figura […]

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