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Roma, 4 mag – “Siamo stati lasciati soli dal governo e adesso facciamo la fame”. E’ quanto urlato a gran voce dai commercianti scesi in piazza oggi in tutta Italia. Per la gran parte di loro la “fase 2” non è affatto iniziata, anzi. Il lockdown c’è ancora e rischia di protrarsi troppo a lungo per consentirli una ripartenza degna di questo nome. In una nazione già martoriata dalla crisi economica precedente all’impatto devastante dell’epidemia, alcuni settori rischiano letteralmente il collasso. Così, quello che secondo le intenzioni del governo giallofucisa doveva rappresentare l’autentico primo giorno di primavera, si è trasformato in quello della rabbia.

Abbandonati dal governo

Una rabbia che si può riassumere efficacemente con le parole pronunciate da Giovanni Martini, presidente della commissione Città di Lucca di Confcommercio: “Siamo stati abbandonati dal governo per 60 giorni. Chi è sopravvissuto economicamente a questo periodo lo ha fatto solo con le proprie forze. Quella di oggi vuole essere una protesta contro l’esecutivo che ci ha abbandonati in balìa di questa pandemia. Chi di noi è stato fortunato ha ricevuto soltanto 600 euro, che non sono neanche un’elemosina. Noi diamo lavoro, noi siamo il lavoro eppure nessuno ci ha tutelato in questo momento difficilissimo”. Dichiarazioni a cui fanno eco quello di Matteo Pomini, presidente centro commerciale naturale di Grosseto: “Stiamo facendo questa manifestazione pacifica per far luce su di noi, visto che ci sentiamo abbandonati. Non abbiamo bisogno soltanto di soldi a livello di indebitamento, ma abbiamo bisogno di liquidità per sostenere le nostre attività e i nostri dipendenti”.

Di affermazioni di questo tipo ne potremmo citare a decine, rilasciate ai media locali da altrettanti commercianti. Ma la sostanza non cambierebbe, perché il succo è sempre lo stesso: si sentono abbandonati dal governo, vogliono lavorare ma gli viene impedito, in alternativa non ricevono soldi se non quelle che giudicano ridicole mance insufficienti per andare avanti. Ma i commercianti denunciano anche le contraddizioni delle misure adottare dal governo. “Abbiamo accettato le misure restrittive finora ma nel 2020 vogliono far sparire mercati e fiere anche se vendere all’aperto è più sicuro“, hanno spiegato i manifestanti che sempre oggi a Torino si sono dati appuntamento per un flash mob sotto l’ufficio del presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

Alessandro Della Guglia

 

 

 

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5 Commenti

  1. Basta dividere quello denunciato nel 2019 diviso 12 moltiplicato 2.Esce la cifra da dare a fondo perduto,però sono convinto che non gli va bene ai nostri commercianti

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