Roma, 13 nov – Ai tempi di don Camillo e Peppone, i preti erano di “destra”, e Gesù, dalla croce, intimava il parroco di Brescello di non fare della politica nascondendosi dietro l’abito talare. Si parla di più di trent’anni fa, ossia quando l’Urss era ancora viva e vegeta e il paradiso socialista veniva sbandierato dai comunisti italiani come un’oasi dove anche l’Italia avrebbe dovuto trovare ristoro. Oggi, caduto il muro di Berlino e disciolto il potere sovietico cui molti si aggrappavano per mantenere l’integrità delle proprie posizioni, il totem cui fare riferimento è il meticciato culturale ed etnico che sostituisce la dittatura del proletariato con la dittatura del “migrante clandestino”. Molti preti, dopo l’arrivo di Bergoglio e della sua lettura del messaggio evangelico, si sono riscoperti agguerriti sostenitori della causa e nascondono le proprie manie dietro una travisata pietas, che a detta loro dovrebbe governare il flusso di clandestini che intendono riversarsi in Europa.

Le frasi ingiuriose su Nassiriya

Padre Alex Zanotelli è una di queste persone, e ha colto l’occasione dell’anniversario dell’attentato che i militari italiani subirono a Nassiriya nel 2003 per ribadire la propria natura ultra-pacifista. Ha dichiarato all’AdnKronos che “i militari vittime dell’attentato a Nassiriya non andrebbero definiti martirti, noi eravamo lì per difendere con le armi il nostro petrolio”, e che “l’Iraq è stato distrutto da una guerra completamente ingiusta costruita sulle menzogne dell’Occidente”. Il ritornello in chiave anti-occidentalista torna prepotente e il parroco militante trasuda di pregiudizi anti-militari, soprattutto se si tratta di soldati che combattono tenendo il tricolore italiano attaccato alla propria divisa. Da un uomo di chiesa ci si aspetterebbe, davvero, quel grado di sensibilità sufficiente per commemorare la vita di diciannove connazionali che, anche fosse vera la sua teoria del complotto, di certo si limitavano a rispondere a degli ordini.

Inoltre, non risulta affatto che i nostri militari si siano accaniti contro la popolazione civile massacrandola con attentati indiscriminati, attaccando civili inermi o militari indifesi. Risulta, anzi, che i nostri militari, prima di una qualsiasi azione, valutino i rischi che potrebbe correre la popolazione civile e, ove questi siano troppo elevati, si astengano dal perpetrare qualsiasi attacco. Al contrario di quanto accaduto in tutti gli attentati terroristici di matrice islamica che hanno insanguinato le strade d’Europa, lasciando sul selciato centinaia e centinaia di persone per il sol fatto di non far parte della umma islamica. Ecco, allo stesso modo non risultano prese di posizione di padre Zanotelli contro la violenza perpetrata dai gruppi terroristici islamici sia in Medio Oriente e sia in Europa, anzi, come fatto in quest’occasione, le loro azioni violente sarebbero sempre generate dalla condotta di stampo imperialista e colonialista dell’Occidente.

L’odio per l’Italia e l’autorazzismo

La verità è che a padre Zanotelli non frega proprio niente dei militari morti a Nassiriya nel 2003 o di quelli feriti domenica scorsa da un attentato rivendicato dall’Isis. La verità è questa, ma padre Zanotelli non ha gli attributi per raccontarla fino in fondo e continua a nascondersi dietro la scusa ipocrita e patetica della conseguenza alle nostre azioni militari violente e invasioniste. Persone come lui sono state sconfitte dalla storia più di una volta, e debbono per questo motivo riciclarsi coi movimenti fintamente buoni, fintamente pacifisti e tolleranti che in realtà celano un’anima intrisa di perverso autorazzismo. Quello che molti chiamano odio per sé stessi.

I veri classisti sono loro, i veri razzisti sono loro perché suddividono i morti in categorie d’importanza, e i nostri morti, i nostri martiri, chi spende la propria vita per tenere in alto il tricolore italiano è sempre ed immancabilmente declassato agli ultimi posti, se non addirittura trasformato in macellaio. Sognava, padre Zanotelli, un’Italia sotto l’egemonia sovietica dove i concetti di patriottismo e nazionalismo sarebbero stati desueti, se non addirittura resi illegali. Si è ritrovato, suo malgrado, a vivere la realtà opposta in cui ci sono ancora persone che spendono sé stessi e la propria vita per la Patria.

Lorenzo Zuppini

4 Commenti

  1. Una premessa: non ho nessuna simpatia per questo prete che oltre ad essere un comunista mi sembra anche effeminato il che è un classico per questi cattolici cresciuti nei seminari _ il vaticano insieme a Tel Aviv barcellona berlino Napoli Milano San francisco è una delle capitali gay del mondo _ detto questo e aggiungendo che ogni pacifismo mi fa letteralmente vomitare definire martiri quei militari morti per lo zog e il nuovo ordine mondiale mi sembra veramente troppo –

  2. Be’ anche con l’ U.R.S.S. Stalinista lo zannottelli non si sarebbe trovato proprio a PROPRIO AGIO, sempreché in BUONA FEDE, della qualcosa mi oermetpe di DUBITARE. STALIN, infatti, non defini’ l’ immane conflitto da cui e uscito VINCITORE & STRAPOTENTE, come , chesso’ , “guerra pvoletavia” , “guerra globalista” , “guerra mondiale di classe” , e chi più ne ha più ne aggiunga. NO, “caro” “don” ZANNOTTELLI! La defini’ : “la GRANDE GUERRA PATRIOTTICA” ! Ti piace, o prete, questa definizione?… ORRORE ! ORRORE ! il TUO “beneamato” “piccolo padre” faceva gli interessi di una nazione che LUI chiamava PATRIA! Tutto il resto era, (ad è, n.d.r.), FUFFA ad USUM CRAETINI & UTILI IDIOTI. Lo diceva pure IL MIGLIORE! (Tra i PEGGIORI! n.d.r.).

  3. Post scriptum: io avevo scritto: mi PERMETTO di dubitare… E saltata fuori a mia insaputa quella parola incomprensibile e senza senso… “Intelligenza” artificiale?… BAH!!!…

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