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Milano, 5 giu  – Mattia, famoso suo malgrado per essere stato il paziente 1 italiano (suo malgrado) ha rilasciato un’intervista a Sky Tg24 dove ricorda la sua esperienza, dai primi di febbraio, quando è stato ricoverato con i sintomi del covid-19.

Mattia: “Non mi pesa essere il paziente 1”

“Sono conosciuto e diventato popolare per questo motivo. Ma io l’ho scoperto solo una volta che ho preso in mano il mio smartphone” dice Mattia, parlando del suo risveglio dopo la terapia intensiva “quando ho potuto capire realmente cosa stava succedendo, cosa era successo. Il motivo per cui sono stato ricoverato è stata una semplice polmonite, questo è ciò che mi è stato detto, e poi il nulla per me. Una volta sveglio ero semplicemente guarito da una semplice polmonite. Non mi pesa affatto di essere chiamato paziente numero 1“.

Il ricordo del ricovero

E Mattia parla anche dei primi sintomi da coronavirus: “Una domenica sera mi sentivo un po’ debole. Avevo la febbre un po’ alta, nel tempo è cresciuta e sono finito poi al pronto soccorso proprio per febbre alta. Le analisi hanno dimostrato una lieve polmonite ed è stato suggerito di curarla a casa, in quanto nei soggetti giovani è una pratica che viene svolta così”. “Al mio ritorno a casa, con antibiotico, la febbre è aumentata e dopo poche ore mi sono ripresentato al pronto soccorso” racconta ancora l’uomo ” da lì in poi la febbre è sempre cresciuta fino a quando poi purtroppo sono stato portato in terapia intensiva. Ma fino a quel punto lì nessuno sapeva nulla”.

“Il coronavirus Cudogn en sa neanc a du sta”

Poi Mattia ricorda un episodio divertente: “Il secondo ricovero in pronto soccorso, c’è stato un episodio che fa sorridere adesso: è stata mia l’idea di chiedere a un operatore, non ricordo bene che ruolo avesse, se potessi essere un caso di coronavirus e in dialetto mi rispose: ‘Il coronavirus Cudogn en sa neanc a du sta’, che significa il coronavirus Codogno non sa neanche dove sia di casa. E invece siamo stati l’inizio di tutto”. Mattia ha perso anche il padre per coronavirus: “Di papà ho saputo dopo qualche giorno, non mi è stato detto subito. L’ho saputo mezza giornata prima che poi se ne andasse. Mio padre è stato ricoverato in Terapia intensiva a Varese e, solo dopo che ho avuto la possibilità di parlare, dopo aver ricevuto il telefono, ho sentito mia madre e ho saputo della situazione, che era grave. Dopo, il 19 marzo, festa del papà, lui se n’è andato“.

La nuova vita con Valentina

“Mi sono addormentato con il pensiero di mia moglie” Valentina dice, Mattia e si dice salvo solo  “grazie alla dottoressa Malara”, l’anestesista di Codogno  che lo ha voluto sottoporre per prima a tampone per coronavirus. “Ho avuto la possibilità di incontrare Valentina appena prima che venissi addormentato, proprio perché ancora non si sapeva che era Covid e non c’erano tutte queste restrizioni. Mi ricordo di aver accarezzato il pancione di Valentina e di averle detto che avrei fatto di tutto per tornare. E ce l’ho fatta”.

Ilaria Paoletti

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