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Roma, 14 gen – Ovviamente sul carro delle sardine è montato al volo anche il regista e conduttore Pif, alias Pierfrancesco Diliberto. E coglie l’occasione per parlare al plurale e lamentarsi delle conseguenze scontate per il suo essere “nemico di Salvini”.

La sviolinata alle sardine

“La mafia temeva le piazze” dichiara l’ex conduttore de Il Testimone al Corriere “questi ragazzi hanno fatto tornare le persone a manifestare in un’epoca in cui il massimo sforzo è mettere un like». E continua  a sperticarsi in parole di elogio per le sardine: “Chiunque avrebbe potuto farlo prima ma nessuno lo ha fatto. Loro hanno rischiato. Tra le Sardine poi non tutti necessariamente la pensiamo allo stesso modo, ma tutti contestiamo una certa visione politica». E sulla possibile evoluzione delle sardine da movimento a partito, dice Pif: che sarebbe sì “possibile” ma che “sarebbe un’altra cosa, diversa. Questi ragazzi hanno portato a casa un successo enorme: qualunque cosa diventeranno, nulla sporcherà la loro partenza“. Lo si diceva pure dei grillini, eppure …

Pif e il “noi”

Poi Pif dà il meglio di sé quando prima dice “parlo a nome mio” ma poi per discutere di una connessione Salvini – Sardine riscopre il “noi”: “E’ il simbolo di quella politica che mettiamo in discussione e che riteniamo pericolosa. Ma non si può ridurre tutto a un movimento anti-Salvini». Poi riscopre il valore del pacifismo (fosse anche solo considerabile come “violenza” un lancio di uova): “Quando Salvini aveva l’età delle Sardine lui tirava le uova in faccia a D’Alema: noi non siamo così”. E ridaje con sto “noi”. Il capolavoro però Pif lo raggiunge insultando il  luogo da cui viene, il “suo” Sud. Quando gli viene fatto notare che ci sono sempre più leghisti nel meridione, Pif dice snob: “Del resto il meridione non sarebbe il meridione, non saremmo ridotti così…».

Ostracismo politico?

Il giornalista lo vezzeggia definendolo “uno dei pochissimi dello spettacolo che si espone politicamente” e non pago dell’assurdità della considerazione (in Italia tutti si sono schierati politicamente con chi è meglio convenuto, di solito dalla barricata del buonismo imperante per non parlare dei mille cantantuncoli e cantautori rigorosamente di sinistra, Pif stesso fu un “renziano di ferro”, parlò nel 2013 dal palco della Leopolda a Firenze) Pif gigioneggia: “Negli Usa De Niro addirittura insulta Trump… in Italia è diverso: lo spettacolo è legato alla politica. So per certo di aver pagato le mie prese di posizione, ma ho le spalle larghe per andare avanti. Certo, a volte ho un tempismo che mi dico: sei proprio un cretino. Ma se sono arrivato fino a qui è perché sono fatto cosa volevo“. Vabè, la corona del martire antisalviniano magari gliela diamo un’altra volta. 

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Che pena questi comunistucoli da operetta, sono cresciuti in una società dove il PCI prima e i suoi eredi poi hanno agemonizzato l’apparato culturale per decenni e adesso si lagnano di essere ostracizzati da un Salvini qualunque che in realtà non è in grado di ostracizzare nessuno, né in Rai né altrove! La Rai e il cinema, così come le principali case editrici e i principali quotidiani sono ancora saldamente in mano loro!!! Si vergognino!!

  2. Si ricicla “sardina”, questo bel ceffo di mentecatto? Chissà che questi comunisti, pur da sempre privi di fede & vergogna, non credano davvero che Padron FRODO sia veramente in grado di moltiplicare, DAL NULLA! pagnotte & SARACCHE?… Forse in virtù dei suoi trascorsi democristiani… O, magari, pure di quelli esoterici!… Chissa….. Tanto, secondo LORO, quell’ accozzaglia di notori sprovveduti che risponde al nome di : Italiani, crede DAVVERO che quattro imberbi fessacchiotti possano “nascere”, saltare fuori da Dio sa dove e “partire” così… Come per … Magia….. Senza la Magia, quella unta & bisunta, di Padron FRODO…

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