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Roma, 5 dic – L’offensiva «antirazzista» ha ripreso vigore grazie a un governo che, agitando questo tema, sta tentando di oscurare il proprio fallimento – aiutato, in questa operazione, anche da vere e proprie fake news diffuse dalla stampa allineata. È per questo motivo che il Primato Nazionale ha voluto colpire uno dei totem della narrazione antirazzista.

In tempi di Commissione Segre e continui allarmi «razzismo» negli stadi, infatti, non poteva che tornare alla ribalta Mario Balotelli. Mascotte antirazzista per eccellenza, avanguardia simbolica dei «nuovi italiani», il prode «Supermario» non ha perso tempo per sfoderare il suo ormai proverbiale vittimismo. Ma la narrazione politicamente corretta sulla figura di Balotelli fa terribilmente a cazzotti con la realtà, che invece ci racconta la storia di un talento naturale, sì, ma malamente sprecato a causa di un’immaturità e una tendenza al piagnisteo senza pari. Tra mille rilanci e altrettanti fallimenti, la stella di «Supermario» ha finito per offuscarsi anche a Brescia, ultima ridotta di una carriera che sembra non abbia più niente da dire. Ma nonostante questo, le fanfare dell’antirazzismo continuano a seguire lo stesso spartito, sprofondando nel ridicolo assieme al centravanti più sopravvalutato di sempre.

Il potere rosso che soffoca l’Italia

Ma nel Primato Nazionale di questo mese non ci sono solo calcio e la cronaca del triste destino di Balotelli. Il mensile sovranista offre infatti anche un ampio focus sulla piovra che, ormai da decenni, soffoca la politica italiana: stiamo parlando del «potere rosso», ossia quella rete di lobby, cooperative, logge e potentati con cui la sinistra, pur prendendo ovunque batoste elettorali, riesce comunque a rimanere in sella e a influire profondamente sulla politica italiana. Il focus analizza quindi l’impero delle Coop (F. Burla), il network dei finanzieri rossi (A. Salsedo), la casta della cultura progressista (A. Casati), l’ingombrante presenza e l’indegna intolleranza dell’Anpi (F. Totolo), il partito delle toghe (intervista ad A. Sinagra) e un esempio paradigmatico di amministrazione Pd, ossia la Regione Umbria (intervista a C. Lattanzi).

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Gli approfondimenti del Primato

Per il resto, il Primato Nazionale continua la sua operazione di dialogo con le maggiori figure del sovranismo italiano: questo mese si segnalano quindi un’intervista di Fabrizio Vincenti a Giovanni Donzelli, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, e un dialogo tra Valerio Benedetti e Marco Gervasoni, storico e saggista che ha pubblicato di recente il libro La rivoluzione sovranista. Non mancano poi i vari approfondimenti, tra cui si distingue un’analisi accurata della Commissione Segre (A. Spezzaferro), e la consueta galleria di rubriche, che riunisce alcune delle penne più autorevoli della cultura sovranista, come Francesco Borgonovo, Alessandro Meluzzi e Diego Fusaro.

Elena Sempione

4 Commenti

  1. Questo viziato-palestrato-debosciato-baluba avrebbe dovuto giocare una bella partita tosta degli anni 60-70, magari in Argentina contro l’Independiente o l’Estudiantes.
    Forse così avrebbe capito cos’è la vera violenza.

  2. Per restare in Europa, gli sarebbe bastato giocare contro l’ Inghilterra di Bobby Charlton o incontrare, qui in Italia, Romeo Benetti che gli passava la voglia di farsi i c…i degli altri!

  3. Offuscarsi anche a Brescia???ma lo guardi il campionato???…proprio vero che le donne di calcio non capiscono un cavolo…avevano ragione i fascisti negli anni d’oro che tanto decantate…muta e dietro i fornelli,altro che scrivere sui giornali ahahaha

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