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La storia, si sa, è fatta non solo di eventi epocali, ma anche di grandi occasioni mancate. Una, poco conosciuta, è certamente questa: poter vedere Leni Riefenstahl dietro alla macchina da presa per un documentario sulla bonifica fascista delle paludi pontine. Fantastoria? Nient’affatto. Benito Mussolini, affascinato dal Trionfo della volontà (1935) e dalle nuove tecniche filmiche che resero famosa la regista tedesca, non indugiò a invitare la Riefenstahl a Palazzo Venezia. Un incontro che effettivamente ebbe luogo, ma di cui restano appunto poche tracce.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di marzo 2021

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Quell’incontro dimenticato tra Mussolini e Leni Riefenstahl

Naturalmente, Mussolini aveva buoni motivi per affidare alla Riefenstahl un’impresa cinematografica simile. Anche perché Leni aveva dimostrato sin da subito di possedere non solo una conturbante bellezza, ma anche un animo e una volontà d’acciaio. Nata in una famiglia della borghesia berlinese, la Riefenstahl dovette combattere a lungo con il padre, che non ne voleva sapere di avviare la propria figlia al mondo dello spettacolo. Di tutt’altro avviso era la madre, che le fece studiare di nascosto danza, pittura e recitazione. Abbandonata nel 1921 la casa paterna dopo vari litigi, la giovane Leni divenne ben presto una ballerina di successo. Tuttavia, a causa di un grave infortunio al ginocchio, fu costretta ad abbandonare la sua carriera nel mondo della danza.

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Fu a quel punto che la Riefenstahl si dedicò alla settima arte, recitando in diversi film dell’epoca. Si fece un nome soprattutto grazie alle sue performance nel «cinema di montagna», un genere nato proprio negli anni Venti. Pioniere di questo filone cinematografico fu Arnold Fanck, con cui la Riefenstahl lavorò in diverse pellicole che la resero famosa in breve tempo. Tanto che nel 1930 arrivò addirittura a competere con Marlene Dietrich per il ruolo da protagonista nel film di enorme successo L’angelo azzurro (Der blaue Engel). Alla fine la spuntò la Dietrich, a cui si spalancarono le porte di Hollywood, ma Leni era ormai un’artista più che affermata…

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