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Il cervello umano non è fatto di silicio. È una massa umida e grassa in cui galleggiano i neuroni. Non è un computer. L’intelligenza umana non può essere imitata da un computer. Infatti, la logica è la conseguenza delle emozioni. Quindi, il cervello umano non è riducibile a un algoritmo. Se priviamo il cervello delle funzioni attraverso cui si è evoluto, come l’empatia o la vicinanza empirica con altri esseri umani, allora l’essere umano diventa ineluttabilmente pazzo.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2021

Ecco che cosa accade quando ci tolgono la libertà. Soltanto che gli effetti verranno osservati e compresi con le generazioni future. Il computer cerca di sostituire il calore umano, anche con emoticon pseudo-umane, riducendo la nostra vita ad uno di «schifo virtuale» – non saprei come altro definirlo – e che si contrappone al brodo primordiale.

Una diseducazione che parte dalla scuola

Questa diseducazione emozionale ed empirica non la pagheranno gli anziani ma i giovani, che sono destinati ad una robotizzazione che comporterà la distruzione dell’umano. È un cambio epocale che non ha progettato la natura ma che l’uomo ha programmato. Qualcuno, che fa parte evidentemente di una piccola élite, ha ideato e sta realizzando un’involuzione verso l’estinzione dell’umanità, per come la conosciamo o come l’avevamo ricevuta dalle vecchie generazioni. Per conoscere gli effetti della quarantena e dell’isolamento sociale non dobbiamo aspettare studi, perché non sono esperienze così rare nel consorzio umano. Qualcosa possiamo già dire. Nel caso degli studenti, le conseguenze negative possono essere di due tipi…

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