Non c’era forse neanche bisogno di vederlo: The Matrix Resurrections, il quarto capitolo della fortunata saga che tra il 1999 e il 2003 aveva sconvolto il mondo del cinema, si era già preannunciato come una pellicola inutile, un sequel forzato di un franchise di successo fatto per spremere incassi all’osso in mancanza di idee nuove. Un qualcosa che avrebbe riciclato il vecchio, in modo assolutamente svogliato ma pieno di marchette, per fare l’occhiolino al fan service.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di febbraio 2022

Il quarto capitolo di Matrix è un flop

E sì che la prima mezz’ora aveva fatto ben sperare: la vita devastata e costantemente nel dubbio tra sogno e realtà di Thomas Anderson, geniale game designer, che vent’anni prima aveva creato la celebre trilogia videoludica The Matrix e che ora non sa più se quel gioco sia solo finzione o un ricordo di qualcosa che ha vissuto sul serio. E ora si trova controvoglia a dover scrivere un seguito per ordine dei suoi datori di lavoro. Un approccio che, se ben utilizzato, poteva davvero dare nuova linfa alla saga. Ma era solo una «supercazzola» per fare una facile autoironia – lontana però anni luce da quella, ad esempio, che ha mosso Wes Craven per i seguiti del suo Scream – e che sa invece molto più di «non sappiamo cosa dire e quindi vi facciamo vedere che scherziamo sul fatto che non sappiamo cosa dire, in modo da far credere ai disattenti che siamo geniali invece che totalmente senza idee».

Leggi anche: «Matrix è un’allegoria trans»: l’assist di Wachowski alle lobby Lgbt

Passata la prima mezz’ora, il film è di una noiosa e sconcertante banalità fatta di pessime riproposizioni di vecchi personaggi invecchiati male (una ridicola Niobe invecchiata e un Merovingio che sembra uscito da un cinepanettone), reboot di personaggi iconici (il nuovo Smith sembra una parodia fatta apposta per prendere in giro lo spettatore, il nuovo Morpheus che sembra la macchiettizzazione dell’afroamericano fatto di vestiti kitsch sgargianti e orribili balletti da ritmo nel sangue) e nuovi personaggi senza carisma e spessore (la nuova ribelle Bugs e il patetico nuovo villain). E poi, ovviamente, il tema centrale: l’ammoreh! Il rapporto tra Neo e Trinity, che avrebbe dovuto essere il fulcro della pellicola, sembra preso da un film di Muccino, solo più banalizzato. E le scene d’azione che avevano…

La tua mail per essere sempre aggiornato

9 Commenti

  1. Giusto giudizio!!! Vorrei dimenticare di averlo visto. Ha rovinato tutto! W il vero Morfeo!!! Questo fil dimostra che la Matrix del mondo schiavo esiste davvero.

  2. Solo un cerebroleso con una superficialità alle stelle e poca comprensione della realtà odierna poteva scrivere una recensione del genere, neanche lo hai visto al cinema se scrivi oggi, beh ti dico che di questo film non hai capito un cazzo, che è metacinema, che è contro il fanservice (più volte ripetuto nella sceneggiatura) e non il contrario. Lei non è né un critico cinematografico né un filosofo, non ha strumenti e competenze per valutare e capire questo film, dati questi parametri il suo giudizio è irrilevante.

  3. Se vi da fastidio che il tema centrale possa essere l’amore, consigliere di rivedere per intero la tetralogia

  4. Anch io non vorrei averlo visto.Lo hanno rovinato!!Sceneggiatura con personaggi inadatti…tema del film inutile…Neo che interpreta john wich pero senza scene d azione. In totale:pessimo

Commenta