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Roma, 7 set – Angela Chianello, diventata famosa per la frase “Non ce n’è Coviddi” pronunciata sulla spiaggia di Mondello a un inviato di Barbara D’Urso, è approdata su Instagram. Il suo profilo ha superato i 110mila follower in 24 ore, attestandosi su una media di mille follower al minuto. Ma se pensate che sia questo il risvolto negativo di una insperata sovraesposizione mediatica della signora Chianello, dovrete ricredervi.

La vita quotidiana di miss “non ce n’è coviddi”

La Chianello, dopo essere diventata famosa come “negazionista” del Covid grazie a Non è la d’Urso, è tornata da Barbarella per lamentare che era stata addirittura minacciata di morte a causa del video divenuto virale. Poi, copione ben rodato, ha capito come volgere questa attenzione in suo favore. Da qui la decisione di diventare influencer, che sta dando i frutti sperati. Presto la signora di Mondello sparirà nel vuoto siderale dalla quale è provenuta. Anche perché da quando è sbarcata sui social ha condiviso con noi un affresco di banalità: fa la pasta, ama suo marito e odia le persone false alle quali risponde con la sua forza adamantina. Insomma, tutto quello che potreste vedere da zia Concetta e non avete mai osato chiedere.

La parte divertente della faccenda è la reazione (altrettanto parte di un affresco banale) dei semicolti dell’internet. Prima hanno contribuito loro stessi a renderla famosa con la spocchia di chi riprendeva il compagno di classe più lento, inserendola in centinaia di video parodia e meme atti a denigrare l’ignoranza becera e negazionista di Angela. Poi, grazie a tanta pubblicità, Angela  racimola migliaia di followers e loro, semplicemente, impazziscono. Su Twitter Mondello è in trend topic. Leggiamo qualche intervento.

“Sono incazzato come una bestia –  scrive Math – io ho sempre studiato un sacco, ho una laurea con 110 e lode e devo lavorare 8/9 ore al giorno per uno stipendio misero. La signora di Mondello avrà sì e no la terza media, è trash da morire, dice “non ce n’è coviddi” e diventa influencer. SCHIFO”. “Mi sono iscritta all’università, continuo a studiare e lavorare sperando in futuro di riuscire ad affermarmi ma ho capito che bastava dire “non ce n’è coviddi, buongiorno da Mondello” e avrei risparmiato molta fatica”, piange invece Normal girl. Poi si sfiorano vette di lirismo: “Io mi impegno a fare e pensare cose carine e fatte bene, continuo a perdere follower. Lei con Buongiorno da Mondello è arrivata a 100k in un giorno. Beh ragazzi facciamo una sorta di 8×1000 o donazione media friendly, se vi va questo è il mio IG”.

Il piagnisteo dei millennial semicolti

Di difficile comprensione se non si è elettori 5 Stelle la connessione stipendio-merito con l’essere influencer. Dall’alba dei tempi calciatori, vallette nani e ballerine guadagnano più dei ricercatori o dei medici (magari per una manciata di anni). Se invece, come pare, il problema è il numero di follower e il fatto che la signora di Mondello è diventata influencer, allora l’ipocrisia di chi sbandiera lauree e sacrifici da libro Cuore è ancor maggiore. Il piagnisteo è da millennial, anche se l’afflato che lo spinge è da ex sessantottino inacidito. Una che si autodefinisce “normal girl” usa Twitter come piangitoio per lamentare che il suo percorso accademico viene letteralmente vanificato dal numero di follower di una che su Instagram condivide foto di spadellate e l’amore per Pinuccio suo. Gli stessi fenomeni magari figurano tra le “bimbe di Conte”, o sono fan di Puente e usano Twitter non per condividere iniziative culturali, nemmeno lo straccio di recensione di un libro, ma per raccontarci i fattacci loro: tweet dopo tweet si mette insieme il romanzo dell’universitario saputello che spera di vivere un’esistenza simile alle serie di Netflix che gli riempiono il cervello di false aspettative. Questa è la vera generazione perduta, molto più disconnessa dalla realtà della sciampista che ha deciso di seguire la Chianello su Instagram e che domani l’avrà già dimenticata.

Nadia Vandelli

2 Commenti

  1. Nulla da aggiungere.
    Posso solo chiosare sulle parole della Vandelli,aggiungendo che oggi si viaggia più sulla scia emotiva che razionale,è certo che la Chianello sta sfruttando il momento per poi tornare all’anonimato da dove è venuta.
    Ma le Lauree e gli studi non vanno sminuiti per sacrificarli sull’altare del dio denaro,di per sè la cultura è una ricchezza umana ed anche materiale e secondo me equivale ai risparmi in denaro.
    Prima o poi arriva l’occasione di carriera.
    Complimenti a chi ha scritto l’articolo.

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