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Roma, 30 lug – Sono passati cinquant’anni da quel 30 luglio 1970, giorno in cui il leader Msi altoatesino Andrea Mitolo e il sindacalista della Cisnal Gastone Del Piccolo furono trascinati, picchiati, oltraggiati e fatti camminar per oltre sette chilometri per le strade di Trento. Quel giorno, un’assemblea del sindacato Cisnal fu convocata alla Ignis di Spini di Gardolo per parlare dei principi del sindacalismo nazionale, cioè di compartecipazione alla gestione della produzione e alla ripartizione degli utili. Un gruppo di antifascisti di Lotta Continua cercò allora d’impedire il convegno regolarmente autorizzato. Ne nacque un tafferuglio e alcune persone furono leggermente ferite e portate per accertamenti all’ospedale del capoluogo.

Quel vergognoso “corteo”

L’avv. Mitolo, a Trento per una riunione del Consiglio Regionale, saputo dei fatti si precipitò, assieme al collega missino Renè Preve Ceccon, a Gardolo per rendersi conto della situazione. Appena giunti sul posto, Ceccon fu rincorso e bastonato, mentre Mitolo e Del Piccolo furono sequestrati da alcune decine di persone e costretti a mettersi in marcia verso Trento con al collo un cartello con la diffamante scritta: “Siamo fascisti, abbiamo accoltellato due operai della Ignis. Questa è la nostra politica verso gli operai”. Sotto un violentissimo temporale, i due esponenti missini furono costretti ad alzare le mani sopra la testa e, spintonati per chilometri, raggiunsero la strada nazionale del Brennero, da dove l’indegno corteo proseguì verso il centro cittadino.Tra pugni, calci, sputi e insulti vari, i due ostaggi percorsero più di sette chilometri.

Come se non bastasse ad un certo punto un invasato si scagliò contro l’avvocato Mitolo colpendolo alla schiena e facendolo rotolare a terra. Quest’ulteriore aggressione gli procurò la frattura del collo dell’omero destro. Il “corteo” proseguì fino a che non raggiunse l’ospedale dove erano stati ricoverati i feriti dei tafferugli di Gardolo. Finalmente, dopo quattro ore di afflizione, vessazione e sevizie i due esponenti missini furono liberati da una carica della polizia. Finito il supplizio, Mitolo fu ricoverato all’ospedale.
Oggi, a cinquant’anni esatti dai fatti, vogliamo ricordare il sacrificio dell’uomo che dedicò la propria vita alla causa degli italiani dell’Alto Adige.

Eriprando della Torre di Valsassina

1 commento

  1. Ora che i sinistroidi sono al governo, con i risultati che vediamo, e che hanno instaurato una sozza dittatura di tipo cinese, dovrebbe essere resa loro la pariglia…

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