«Nelle quotidiane polemiche, la qualificazione di fascista è lanciata e rilanciata assai spesso da un avversario all’altro. Ma quella parola, nei modi in cui ora è operata rischia di diventare un semplice e generico detto di contumelia, buono per ogni occorrenza, se non si determina e non si tiene fermo il proprio suo significato storico e logico. Oggi, da parte dei comunisti e socialisti italiani il riferimento logico e storico della parola va assai spesso ai liberali, cattolici-democratici o altri partiti non comunisti né socialisti rivoluzionari, ma professanti il metodo delle libere elezioni e delle legali votazioni, e come tali vengono accusati ora di conservatori, ora di fascisti. E, da parte di questi partiti, la parola è rigettata in volto ai comunisti in quanto predicano il ricorso alla violenza e alla dittatura, sia pure sotto il nome del proletariato invece che dello Stato».

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di dicembre 2021

Ho riportato quasi integralmente lo scritto Chi è fascista di Benedetto Croce pubblicato dal Giornale di Napoli, del 29 ottobre 1944. E già lui evinceva pionieristicamente l’uso a vanvera del termine «fascista». Figuriamoci adesso, dopo più di 75 anni di mistificazioni, e in un momento dove la sinistra ha perso il contatto con la realtà e il popolo, dove la carenza di idee, proposte e visione politica la obbliga a ricorrere sempre più spesso all’unico collante che le è rimasto: lo spauracchio anacronistico fascista in assenza di fascismo. Unico modo che ormai le è rimasto per giustificare la sua costante presenza al governo senza mai vincere un’elezione. Un ricatto morale, che è l’ultimo stadio del gramscismo, così come denunciò anni or sono un cattolico come Augusto Del Noce nel Suicidio della rivoluzione.

Il tranello dei “fascisti” in cui cade la destra

Purtroppo la destra, forse inconsapevolmente, si presta a questo giochino perverso. Poiché pervasa da fantomatici e talvolta puerili sensi di colpa. Invece di reagire, insegue e cerca di giustificarsi.

La destra deve scrollarsi di dosso il complesso d’inferiorità patologica che ha sviluppato negli ultimi decenni. Bisognerebbe invece essere orgogliosi del proprio trascorso politico. I militanti di destra non hanno nulla da abiurare, cosa che vorrebbero i…

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1 commento

  1. Riproponete le lettere tra B.Croce e G.Gentile, almeno il testo integrale come moderna enciclopedia di ns. pensieri, affinché molti possano comprendere la lunga strada da farsi, prima di osare emergere. A me, allora assolutamente acerbo, ha fatto questo effetto comunque utile.

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