Roma, 25 dic – Il conflitto russo-ucraino, senza dubbio, ha riportato la geopolitica al centro del dibattito collettivo. Tra mille sfondoni e qualche (dis)informazione di troppo, infatti, gli ultimi mesi sono stati condizionati da un ricorso ricorrente ai temi delle sfere di influenza, degli armamenti, delle sanzioni o delle arterie energetiche. Anche per questo, Salvo Ardizzone – che al tema ha già dedicato vari titoli, molti dei quali incentrati sul Medio Oriente – ha firmato un piccolo saggio, uscito per i tipi di Passaggio al Bosco, che parte da un’antitesi molto interessante: Unipolarismo Vs Multipolarismo. Due parole chiave, che riflettono due diversi modi di interpretare il mondo e le sue dinamiche economiche, politiche, militari e culturali.

Unipolarismo vs Multipolarismo, un saggio politico “non asservito”

Quello tra unipolarismo e multipolarismo – pur tra mille sfumature e molteplici interpretazioni – è infatti uno dei grandi temi del nostro tempo. L’ordine mondiale venutosi a creare dopo la fine della Guerra Fredda – con l’affermarsi di un’egemonia americana che qualcuno ha identificato con la “fine della storia” – è oggi messo in discussione dall’emergere di piccole e grandi potenze che cercano nuovi spazi e diverse prospettive.

Dall’analisi critica del potere statunitense alla “gabbia” dei meccanismi della Ue, passando per la resistenza islamica medio-orientale, per le linee di faglia del fronte russo e per le ambizioni del gigante cinese: un viaggio nei limiti della società liberale e della prassi liberista, ma anche nella storia contemporanea, nel ruolo degli organismi internazionali, nelle scelte strategiche, nelle arterie energetiche, nelle prospettive economiche e nelle dottrine politiche. Un contributo essenziale, coraggioso e diretto, nel solco di un pensiero libero e radicale che non vuole arrendersi ai dogmi di un’egemonia subdola e feroce, avanzando un’analisi geopolitica strutturata, attuale e non asservita.

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