Roma, 25 dic – Muore Franco Frattini, come riporta l’Ansa, ministro degli Esteri di due governi presieduti da Sivio Berlusconi, proprio la vigilia di Natale. Attualmente, occupava la presidenza del Consiglio di Stato.

Franco Frattini, il decesso

Franco Frattini muore all’età di 65 anni, nella serata di ieri. Magistrato, era diventato procuratore dello Stato nel 1981. Due volte ministro degli Esteri: la prima tra il 2002 e il 2004, e successivamente tra il 2008 e il 2011, ovvero per tutta la durata dell’ultimo governo Berlusconi. Lo stesso Cavaliere ha così commentato sui social: “Franco Frattini è stato un vero servitore dello Stato: in Italia e all’estero dove si è fatto apprezzare da tutti per la competenza con la quale ha svolto il ruolo di Commissario europeo e poi di ministro degli Esteri. Di lui ricorderò sempre la grande capacità di affrontare col sorriso problemi complessi, di trovarsi a suo agio in ogni ruolo e la stima che ha seminato. Mancherà a me come a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di poter collaborare con lui”.

Addio a un ministro debole

Franco Frattini è stato uno dei numerosi ministri degli Esteri “deboli” degli ultimi decenni italiani. Al tempo della seconda guerra in Iraq, il suo dicastero dimostrò una sostanziale impalpabilità, nel contesto (questo è vero, piuttosto complicato) di un conflitto di iniziativa americana da cui era difficile sfilarsi. Nel 2011 praticamente non si oppose alla guerra in Libia che distrusse gli interessi italiani. Non si trova la sua traccia neanche nei proficui accordi di Pratica di Mare del maggio 2002, periodo in cui Berlusconi assunse il ruolo ad interim prima di conferirgli l’incarico solo nel novembre dello stesso anno. La storia di Frattini è piuttosto rappresentativa della decadenza verticale della nostra politica estera negli ultimi decenni.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. A lato di questa notizia amara (a mio avviso parliamo della scomparsa di un altro soggetto, tanto per cambiare, perfettamente fuori ruolo -poteva fare benissimo l’ ambasciatore che non porta pena anche per sé stesso), una volta tanto, mi è piaciuto lo spunto di Calderoli il quale, grazie al fatto che è sofferente pure lui, istintivamente si è chiesto pubblicamente il perché di certe patologie che toccano persone non ancora anziane e ha denunciato la totale mancanza di ricerca e prevenzione, onesta (aggiungo io), in tal senso.
    Bene, anzi male, come mai questi mega centri di elaborazione dati, assai energivori e a ns. spese, vengono utilizzati per schedare, costringere e penalizzare prepotentemente il prossimo, piuttosto di essere posti a disposizione di tutti, o meglio della comunità per il suo benessere.
    Più danno malessere ed impossibilità di uscirne e meno diritti hanno di rompere i c. !

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