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Roma, 9 lug – Svevo Moltrasio colpisce ancora. L’autore della fortunata web serie Ritals, dopo l’emozionante video sulla bellezza d’Italia durante il confinamento, torna a parlare di attualità con un video che mette in discussione la furia iconoclasta antirazzista di questi giorni. Politicamente scorretto ma con uno stile sempre ironico e divertente, Svevo Moltrasio racconta i “paradossi del revisionismo storico” attraverso la trovata di un suo doppio che viene dal futuro per redarguirlo e censurare i suoi video scorretti.

I cani schiavizzati

L’alter ego di Svevo, che arriva dall’anno 2673, impianta un microchip sotto pelle allo Svevo attuale: ogni volta che viene ravvisato un comportamento scorretto il congegno genera una piccola scossa elettrica. Solo che il microchip è tarato sulla sensibilità e i valori del 2673, dove i cani non sono più considerati animali, ma esseri pensanti e autonomi con diritti simili a quelli degli uomini. Portarli al guinzaglio equivale alla schiavitù. E così lo Svevo del futuro, nel tentativo di impedire allo Svevo attuale di realizzare video “diseducativi e immorali”, con la sua incursione censoria nel “passato”, fa svanire anche il ricordo e l’insegnamento che servirà poi alla società futura “più evoluta” di considerare i cani al pari delle persone.

Contro la furia iconoclasta

La provocazione di Moltrasio è chiara ed è esplicitata anche nella descrizione del post su Facebook. “L’evoluzione della società porta a rivedere e rivalutare il passato, cercando anche di cancellarne gli errori. Siamo sicuri che invece così non rischiamo d’impantanarci?”. Il riferimento all’ondata di antirazzismo e alla furia iconoclasta di questi giorni è evidente, così come lo è la critica a chi ritiene possibile cancellare il passato in nome di una sensibilità attuale.

Davide Di Stefano

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