Roma, 27 dic – Tutto come ampiamente previsto, programmato, minuziosamente preparato. Ita Airways verrà privatizzata e di conseguenza venduta al miglior offerente. Ciò significa che l’Italia non avrà più una compagnia aerea di bandiera. Un danno enorme, non solo di immagine. La decisione è però ormai presa, perché dopo il Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 dicembre – con lo scopo diretto di velocizzare la procedura di cessione dell’ex Alitalia – oggi è arrivato il via libera della Corte dei Conti alla modifica della procedura di privatizzazione.

Ita Airways privatizzata, cosa succede ora

A questo punto si attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dpcm, dopodiché si aprirà la partita di acquisto di Ita Airways. I tedeschi di Lufthansa stanno preparando l’offerta, come ormai noto da almeno un anno. Ricordiamo che il decreto governativo ha eliminato anche il vincolo per il Tesoro di cedere la maggioranza della società. “Assume importanza rilevante, ai fini della vendita – si precisava nel Dpcm – il piano industriale del candidato acquirente della compagnia aerea”.

“Tra le pretendenti è rimasta solo la compagnia tedesca – dice Claudio Tarlazzi, segretario generale di Uiltraporti, all’Agi – ma dal punto di vista industriale era migliore il progetto Msc. Ita viene venduta a Lufthansa per quattro soldi e diventa ‘di cui’ del gruppo tedesco”. Lufthansa dovrebbe infatti avere la gestione operativa, per quanto inizialmente la quota azionaria dovrebbe essere del 35%. Il governo punta a chiudere tutto entro la fine dell’anno, ma difficilmente i tempi della trattativa lo consentiranno.

“Non si sa a quanto Lufthansa comprerà”, fa presente Tarlazzi. “Se il quadro sarà pronto a primavera sarebbe già positivo”. Dal suo punto di vista la cosa più importante è che “quando Lufthansa si sarà insediata metta mano alla questione salariale: i salari di piloti e assistenti di volo sono ancora molto inferiore alla media del mercato. Speriamo che l’operazione vada veloce perchè si è perso troppo tempo, e non vorremmo che si verificassero ulteriori intoppi. Ci sono ancora tante persone in cassa integrazione che devono essere assorbite nel momento in cui si completerà la flotta”.

Resta in ogni caso, per l’Italia tutta, il problema della perdita della compagnia di bandiera. Stiamo consegnando agli stranieri le chiavi della nostra industria del trasporto aereo, con tutto ciò che ne consegue in termini di sviluppo economico e di potenza politica.

Alessandro Della Guglia

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Siamo mica il Qatar… Dai, forza almeno con i treni (anche per ridurre intelligentemente certi trasporti su gomma).

Commenta