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Roma, 9 nov – C’è chi dice che il suo patrimonio sia aumentato di 74 miliardi di dollari, chi di 76, mentre alcuni – tra cui Forbes –, stimano ormai la sua fortuna personale oltre i 200 miliardi di dollari. Altre fonti si “fermano” a quota 191 miliardi. Il dubbio sulla cifra precisa rimane, mentre una cosa è certa: Jeff Bezos è per distacco l’uomo più ricco del mondo e Amazon, la sua creatura, la società che più di tutte ha tratto profitti dalla pandemia. Dall’inizio dell’anno le azioni del gigante del commercio elettronico sono aumentate dell’80%. Il che è abbastanza intuitivo: con i negozi chiusi o quasi, con le persone barricate in casa tra paura, coprifuoco e smart working, è normale che chi basa il proprio business sul monopolio de facto delle consegne a domicilio non possa non trarne vantaggio.

Jeff, Mark, Bill, Elon e gli altri

E così mentre la piccola proprietà soffre un po’ in tutto il mondo e in Italia centinaia di migliaia di attività rischiano di chiudere per sempre, Bezos e pochi altri hanno guadagnato centinaia di miliardi di dollari. Solo prendendo in esame il periodo che va dal 18 marzo al 16 ottobre, oltre al fondatore di Amazon abbiamo Bill Gates (Microsoft) che passa da 98 miliardi a 118 di patrimonio personale (+20,4%), Mark Zuckerberg (Facebook) da 54,7 a 97,7 (+78%), Elon Musk (Tesla/SpaceX) da 24,6 a 91,9 (+270%). Miliardi di dollari in più anche per i vari Warren Buffet (Berkshire Hathaway), Larry page (Google) e tanti altri, tra cui doversi miliardari cinesi: su tutti Eric Yuan, fondatore e Ceo di Zoom, la piattaforma per le videoconferenze che tutti ormai utilizziamo (studenti compresi) passato da 5,5 a 24,7 miliardi di dollari (+349%).

Immagine Corriere della Sera – dati Forbes 

Tra nuova normalità e Grande Reset

In un mondo dove i dati economici e finanziari anticipano di gran lunga i processi politici, appare evidente la direzione che prenderà questa “nuova normalità” di cui spesso sentiamo parlare, cosa si intende effettivamente con l’espressione “Grande Reset” che circola da qualche settimana. La definitiva digitalizzazione della società e l’affermazione del “capitalismo immateriale”, l’idea distorta di poter avere tutto quanto a disposizione senza alzare il sedere dal divano, condurrà ad un aumento delle disuguaglianze, alla perdita del lavoro per centinaia di milioni di lavoratori (che in futuro riceveranno in cambio un “reddito universale”), alla fine della piccola proprietà.

E non pagano nemmeno le tasse

La dimensione pubblica non è assolutamente in grado né di governare né di intervenire in maniera incisiva su questi processi. Proprio la questione fiscale relativa ai grandi colossi digitali è paradigmatica: secondo un recente studio di Mediobanca hanno versato 46 miliardi di dollari di tasse in meno, solo negli ultimi 5 anni. “Microsoft ha così risparmiato 14,2 miliardi; Alphabet (Google) 11,6; Facebook 7,5. Tra i giganti del web, Microsoft è quella che ha pagato meno in tasse: appena il 10% degli utili nel 2019”, scrive Milena Gabanelli sul Corsera. “Inoltre circa l’80% della loro liquidità – 638 miliardi a fine 2019, secondo Moody’s – è tenuta in paradisi fiscali per sottrarla al Fisco dei paesi di provenienza”. Insomma le “big companies” non sborsano un euro per fronteggiare l’emergenza sanitaria, al contrario raddoppiano e triplicano il fatturato proprio grazie alla crisi, non pagano quanto dovrebbero di tasse e molto spesso sottopagano o sfruttano i lavoratori. Per chi ancora avesse dubbi sulla natura di questa “nuova normalità”. 
Davide Di Stefano

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11 Commenti

  1. Lombrosianamente 4 FACCE DA PIRLA ….

    in base al CUI PRODEST , l’ IMPERIUM li avrebbe “giustamente” condannati A MORTE .
    insieme ai Cinesi …..

    Ma … con tutti i SOLDI che hanno …. un BUON DENTISTA ?????

    Il tuo corpo è un TEMPIO …. se non ne hai rispetto
    (avendone poi le POSSIBILITA’ ECONOMICHE)

    ah gia … è un concetto NAZISTA ….. (in realtà ELLENICO/DORICO kalos kai agathos….)

  2. I governi non vogliono tassarli perché con i loro guadagni finanziano il debito pubblico…come i grandi venditori di droga. Si nascondono dietro l’ alibi della “stabile organizzaziine” ….

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